Cronaca
Festa della Dea, quarta serata

Tutti gli applausi sono per Favini «Qui ritrovo sempre cose belle»

Tutti gli applausi sono per Favini «Qui ritrovo sempre cose belle»
Cronaca 13 Luglio 2015 ore 15:55

La domenica a tinte nerazzurre si è chiusa sul palco della Festa della Dea con il tributo a Mino Favini. Il piccolo grande maestro di calcio è arrivato a Orio Al Serio insieme a tantissimi collaboratori del settore giovanile, visibilmente emozionato e con la solita umiltà ha detto poche ma significative parole. La grandezza dell’ormai ex responsabile del settore giovanile bergamasco si misura anche dal contenuto delle sue parole. Nessuna polemica, nessuna frecciata, solo tantissimo amore per l’Atalanta.

Bocia senza voce. La musica dei Ligastory ha accompagnato il pubblico (ancora una volta migliaia i presenti) fino alle 22.51, rispetto al solito il Bocia e gli altri ragazzi che coordinano le operazioni sono arrivati sul palco con un po’ di ritardo e i primi cori li ha lanciati il “Lapide”, al secolo Danilo. Appena presa la parola, si è capito subito il motivo di tutto questo: la notte precedente e la mattinata allo stadio hanno evidentemente lasciato il segno sulle corde vocali del leader degli ultras nerazzurri, e la consueta carica ne ha risentito. Nonostante i decibel ridotti, la serata è stata comunque un grande successo. Mino Favini e i suoi collaboratori del settore giovanile sono arrivati sul palco in motocicletta, passando in mezzo alla folla i mezzi andavano a passo d’uomo anche per dare la possibilità a tutti di salutare da vicino anche solo con uno sguardo l’uomo che per 25 anni ha condotto il primo settore giovanile d’Italia.

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118 calciatori arrivati in A e in B. Sul palco sono saliti Giancarlo Finardi e Valer Bonacina, insieme a loro c’erano Bonaccorso, Pandolfi, Rebba, Silvani, Resmini, Pirovano e il mister in seconda Grandi. In tanti hanno detto cose bellissime ma alcuni dettagli testimoniano senza ombra di dubbio quanto Favini abbia fatto per l’Atalanta e il calcio italiano. «Grazie a tutti dell’invito - ha attaccato Finardi - essere qui a salutare Mino Favini dopo 25 anni è molto emozionante. Quando è arrivato nel '91 c’ero anche io e adesso che se ne va ci sono ancora. A ognuno di noi ha dato tanto ed è stato un maestro, non c’è nessuno passato dal settore giovanile che non abbia preso qualcosa da Favini. Da quando è all’Atalanta, ho calcolato che in A e B sono arrivati ben 118 ragazzi dal nostro settore giovanile. Il merito è in gran parte suo».

Le parole di Bonacina. Il mister della Primavera, Valter Bonacina, ha salutato così: «È dura, davvero. Salutare una così grande persona mi fa venire la pelle d’oca. Sono 8 anni che lavoro con lui, mi ha dato tantissimo. Mi ha fatto innamorare del settore giovanile, gli devo tutto. È una persona eccezionale, con grandi valori morali. Con i ragazzi e con tutti quelli dello staff li ha sempre dimostrati. In tanti anni ha messo assieme un’organizzazione pazzesca. Ha dato tantissimo al settore e a me in particolare». Il mister in seconda della Primavera Grandi ha svelato alcuni retroscena che testimoniano le grandi emozioni che il Mago di Meda prova in questi giorni. «Ho conosciuto Favini a Como, ci siamo rivisti 10 anni fa e mi ha chiamato per venire qui. Stasera sono passato a prenderlo a casa, abbiamo fatto un viaggio per me memorabile. C’è stato un momento in cui si è messo a piangere: stavamo parlando di Atalanta».

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L’Arrivo di Favini. Chiamato da Giancarlo Finardi, Mino Favini è salito sul palco della Festa della Dea quasi in punta di piedi. Lo sguardo era emozionato, gli occhi lucidi ma quel sorriso fiero, educato e gentile che tutti quelli che hanno lavorato con lui hanno imparato a conoscere non l’ha abbandonato nemmeno durante la festa. «Non date retta a tutto quello che dicono di bello questi qui dietro. Ho dato qualcosa a loro ma sono certo che tutti hanno dato qualcosa a me. Grazie, davvero di cuore. Ero già stato qui in passato, ci torno stasera e ritrovo tutte le cose belle, vere e genuine che conoscevo e che vi ho sempre riconosciuto». Tra un applauso e un coro, sul maxischermo è stato pubblicato un video con le voci di Pazzini, Montolivo, Bonaventura, Pelizzoli e Rossini. Calciatori di oggi e di ieri che grazie al percorso nel settore giovanile hanno raggiunto la Serie A, e che non hanno voluto far mancare il proprio pensiero per Favini.

SBS Bergamo. L’ultima immagine di Mino alla Festa della Dea, prima dell’invito ufficiale per il futuro ad essere sempre l’ospite d’onore, è quella in cui abbraccia con la tenerezza di un papà uno dei ragazzi in carrozzina delle SBS di Bergamo che sono saliti sul palco. Alle 23.30 si sono spenti i riflettori e in tanti sono tornati a casa pensando già al lunedì. Il tributo a Mino Favini è stato bello ed emozionante, il primo ad esserne orgoglioso è stato proprio lui.

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