Quale fu quello più costoso?

Tutti i divorzi plurimilionari (altro che Veronica e Silvio)

Tutti i divorzi plurimilionari (altro che Veronica e Silvio)
18 Settembre 2014 ore 13:13

Se è vero che sposare l’uomo giusto è garanzia di felicità per la vita, è altrettanto vero che anche divorziare da un uomo ricco non faccia poi così tanto male (perlomeno al portafogli).

Il caso Lario-Berlusconi. Partiamo dalle ultime notizie: un paio di giorni fa Veronica Lario si è vista diminuire la cifra che l’ex marito Silvio Berlusconi è obbligato a consegnarle. L’assegno è stato ridotto di un terzo rispetto a quanto sancito in prima istanza. Berlusconi potrà risparmiare dunque 36 milioni di euro, sui 108 milioni stabiliti inizialmente. Ma perché alla Lario spettano così tanti soldi?

La legge italiana prevede che quando ci si separa il coniuge meno ricco continui a mantenere un tenore di vita simile a quello tenuto durante il matrimonio. Da qui la decisione dei giudici di far staccare ogni mese a Berlusconi un assegno da 3 milioni di euro a favore della sua ex-moglie. Una situazione che per Veronica Lario è cambiata da quando sono state avviate le pratiche di divorzio, in quanto la legge, in questo caso, segue una procedura diversa da quella per la separazione e prevede che il coniuge meno facoltoso economicamente possa anche vedere il suo tenore di vita abbassarsi leggermente.

Non che Veronica ci rimetta molto: si dovrà accontentare 50 mila euro. Al giorno. Ammonta a due milioni, infatti, la cifra che i giudici dell’appello di Milano hanno previsto spettare all’ex moglie di Silvio Berlusconi. Un milione in meno rispetto a quanto assegnato dal tribunale nella sentenza di primo grado sulla separazione, ma comunque 600mila euro in più dell’assegno deciso un anno fa dai giudici del divorzio. Pare che Veronica Lario, al secolo Miriam Bartolini, stia pensando a un ricorso in Cassazione per far cancellare lo “sconto” ottenuto dall’ex marito, mentre i legali di Berlusconi sembra vogliano fare alla signora una proposta amichevole in modo da liquidare con una buonuscita Veronica e non doverla così mantenere a vita. Visti i rapporti non idilliaci che corrono tra i due, soprattutto da parte femminile, l’idea non sembra essere molto percorribile.

Ma non è solo Berlusconi a dover sostenere un divorzio con cifre da capogiro per i comuni mortali. Ci sono personaggi più o meno noti che hanno sborsato una quantità impressionante di euro, dollari o sterline, pur di vedersi tornare single.

Ivana Trump: «Prendetegli tutto». In principio fu Donald Trump. L’ex moglie Ivana, biondona assetata di bigliettoni verdi, è famosa per aver scritto manuali su come sopravvivere, e arricchirsi, alla faccia di un marito farfallone che abbandona il tetto coniugale. È sua la comparsata nel film Il Club delle prime mogli in cui diventa una maitre a penser della perfetta divorziata con la frase «Ricordate ragazze, non prendetevela. Prendetegli tutto». A lei l’ex marito Donald nel 1992 è riuscita a spennare ben 14 milioni di dollari cash e 650.000 dollari all’anno per il mantenimento dei tre figli.

Tutti i divorzi da capogiro. Clamore aveva suscitato il divorzio fra Adnan Kasshoggi e la moglie Soraya che nel 1982, dopo otto anni di battaglie legali, costò al miliardario una cifra valutata in 874 milioni di dollari. Per quasi 20 anni, è stato questo il divorzio più costoso della storia. Ma il primato oggi spetta al magnate russo titolare della squadra di calcio del Monaco, Dimitri Rybolovlev, che ha sborsato tre miliardi e duecento milioni di euro per divorziare da sua moglie Elena. È in assoluto la cifra più alta mai accordata ad un’ex moglie. Il record precedente era detenuto dal magnate dell’informazione Rupert Murdoch che, nel 1999, per il divorzio con la seconda moglie Anna, pagò la cifra di 1,7 miliardi di dollari in asset e 110 milioni in denaro. C’è invece riserbo sulle cifre del terzo divorzio di Murdoch, quello da Wendi Deng, 30 anni meno di lui, che sposò dopo soli 17 giorni dall’altro divorzio.

Per rimanere in ambito calcistico e russo, Roman Abramovich, proprietario del Chelsea, dopo 16 anni di matrimonio ha liquidato la moglie con una buonuscita di 155 milioni di sterline. Nel 2008 divenne famoso il divorzio di Paul McCartney dalla moglie Heater Mills, che costò all’ex Beatle 65 milioni di sterline (pari a 87 milioni di euro, oltre 160 miliardi di vecchie lire): alla ex moglie andarono 20 milioni di sterline in contanti, il resto a rate negli anni successivi. Una cifra che le serviva anche per mantenere la figlia nata dal matrimonio celebrato nel 2002. In cambio, la Mills ha garantito il suo silenzio su alcuni particolari della vita privata di McCartney, come ad esempio la predilezione dell’ex marito per cannabis e alcol o altri vizi che a quanto pare Paul non tiene a rendere pubblici. Bernie Ecclestone, nel 2009, divorziò dopo 25 anni di matrimonio: lei chiedeva 4 miliardi di dollari, alla fine si è giunti a più miti consigli e il magnate della Formula 1 se l’è cavata con “appena” 1 miliardo di dollari.

Quando nel 2001 Nicole Kidman e Tom Cruise si separarono, a lei toccarono 250 milioni di dollari, pari alla metà del patrimonio dell’ex marito. Ma a quanto pare la lezione a lui non è servita: l’accordo prematrimoniale stipulato da Tom con la nuova “sposina” Katie Holmes, prevedeva solo che lei non apparisse più in un film con il seno troppo scoperto. Steven Spielberg pagò cento milioni di dollari nel 1989 per divorziare da Amy Irving, e leggenda vuole che Mel Gibson, dopo 7 figli e 31 anni di vita insieme, abbia dovuto dare alla sua ex 425 milioni di dollari.

Non sono solo le donne a passarsela bene alle spalle di ex mariti ricchi sfondati. Quando Guy Ritchie e Madonna divorziarono, a lui andarono 14 milioni di euro in contanti (la metà del valore della casa Marylebone, nel cuore di Londra, che Madonna si rifiutò di continuare a dividere), un pub da tre milioni e mezzo e una residenza di campagna da 23 milioni.

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