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L'avversaria degli Azzurri

Tutti i numeri dell’Inghilterra

Tutti i numeri dell’Inghilterra
Cronaca 11 Giugno 2014 ore 17:15

14 – Tante le volte cui l’Inghilterra è riuscita a qualificarsi alla fase finale della Coppa del Mondo: in questa speciale classifica i Three Lions sono dietro a Brasile, Argentina, Italia, Germania, Messico, e al pari di Spagna e Francia. L’ultima volta che sono riusciti ad arrivare in semifinale era il 1990: i Mondiali erano in Italia e loro chiusero quarti. E, pur essendo la nazione dove si ritiene sia nato il calcio, la vittoria finale al massimo torneo per Nazionali è arrivata una sola volta, nell’edizione casalinga del 1966.

20 – Sono le squadre che ha allenato nella sua carriera il tecnico Roy Hodgson. 16 sono i club, 4 le nazionali (oltre all’Inghilterra, Svizzera, Finlandia ed Emirati Arabi Uniti). Sebbene l’ex-allenatore di Inter e Udinese abbia avuto una carriera lunga e girovaga (8 i diversi paesi dove ha allenato), i successi sono stati ben limitati: nella sua bacheca compaiono 4 trofei nazionali svedesi e danesi, e due finali di Coppa Uefa (Inter e Fulham), entrambe perse. Per questa ragione, quando Hodgson fu scelto nel 2012 per la panchina dell’Inghilterra, non tutti gli inglesi gioirono.

111 – Le presenze di Steven Gerrard con i Tre Leoni sul petto, cifra che fa di lui il terzo giocatore più presente nella storia della Nazionale inglese. 33 anni, è alla terza partecipazione ai Mondiali, la seconda da capitano: su di lui saranno gran parte delle responsabilità della squadra. Qualora poi l’Inghilterra dovesse riuscire ad arrivare in finale e il capitano del Liverpool entrasse in campo in tutte le gare, a quel punto balzerebbe secondo nella classifica dei giocatori più presenti, davanti a David Beckham (fermo a 115). Riscattando così un’annata davvero triste per lui: la Premier League era il solo trofeo che mancava dal suo palmares, e dopo un’annata strepitosa sembrava che finalmente in riva alla Mersey il titolo sarebbe tornato dopo 24 anni. Invece, a 3 giornate dalla fine, il suo scivolone contro il Chelsea ha regalato la vittoria finale al Manchester City.

3 – È il numero di giocatori che provengono dal Southampton. È un record per la squadra dell’Hampshire, e premia il bel campionato che Shaw, Lallana, Lambert (intanto passato al Liverpool) e compagni hanno fatto nel corso di questa stagione. Tuttavia, per qualche tifoso la scelta di tre giocatori da un club di Premier “minore” e che, in fin dei conti, non è riuscito nemmeno ad ottenere la qualificazione alle Coppe Europee è il sintomo dello scarso valore della Nazionale inglese, incapace di trovare validi calciatori inglesi nei club di primissima fascia.

24 – Sono i milioni che guadagna ogni anno Wayne Rooney, tra ingaggio e sponsor, cifra che fa dell’attaccante del Manchester United il quarto giocatore più pagato del momento. Wazza arriva da una stagione tutt’altro che brillante coi Red Devils: la squadra ha sofferto la fine della lunga epoca di Ferguson in panchina e l’incapacità a prendere le redini dello spogliatoio del suo sostituto, David Moyes. Tuttavia, Rooney è riuscito ad andare in rete comunque 19 volte, dando ragione a chi la scorsa estate lo aveva tolto dal mercato rimettendolo al centro dei piani dello United. Inutile sottolineare quanto l’Inghilterra attenda la sua prepotenza in attacco per fare più strada possibile in questo Mondiale.

18 – È l’età del gioiellino Luke Shaw, che compirà però 19 anni, guarda caso, il giorno prima della finale del Maracanà. Classe 1995, terzino sinistro di scuola Southampton, arriva ai Mondiali grazie a una scelta coraggiosa di Hodgson, che gli ha dato fiducia nonostante abbia giocato, prima delle convocazioni, solo una partita in Nazionale maggiore (per altro in un’amichevole). Chi però lo conosce bene non stenta a paragonarlo a Gareth Bale, fuoriclasse gallese passato la scorsa estate dal Tottenham al Real Madrid per 100 milioni di euro. La progressione, dicono, è la stessa, le follie che i grandi club sarebbero disposti a fare pure, se è vero che il Manchester United poche settimane fa si è fatto avanti con un assegno da 27 milioni di sterline per averlo. E uguale è anche il vivaio che ha partorito i due fenomeni: il Southampton, settore giovanile noto per aver svezzato tanti ragazzi diventati poi grandi professionisti, una sorta di Atalanta d’Inghilterra.

39 – Erano gli anni che aveva il portiere David James quando esordì per la prima volta ad un Mondiale (Sudafrica 2010, aveva precisamente 39 anni e 321 giorni). Con quell’età l’estremo difensore inglese è diventato il giocatore più anziano della storia a scendere in campo per la prima volta in tale competizione. Ora James si è ritirato, ma il record rimane, svelando però dietro di sé un problema che la Nazionale inglese fatica a risolvere, allora come oggi: trovare calciatori giovani di livello. Hodgson ci ha provato con le convocazioni per questo Mondiale, scegliendo una rosa che unisce vari trentenni d’esperienza a diversi ragazzi alla prima grande competizione per Nazionali. Funzionerà il mix?

 

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