Corioni pronto a lasciare

Ubi banca salva il Brescia

Ubi banca salva il Brescia
09 Luglio 2014 ore 09:51

L’instabile situazione societaria e finanziaria del Brescia Calcio sembra aver trovato la sua salvezza in Ubi Banca, l’istituto di credito nato dalla fusione fra Bpu-Banca Popolare di Bergamo e Banco di Brescia. Il passo decisivo, che consentirà alle rondinelle di iscriversi al campionato di serie B ed evitare il declassamento tra i dilettanti, è stato fatto giovedì nella sede bresciana di Ubi in via Cefalonia. Lo storico presidente del Brescia Gino Corioni sarebbe pronto alle dimissioni e la regia della società passerebbe nelle mani di Ubi che, per gestire questa fase, si affiderà a Luigi Ragazzoni, presidente del collegio sindacale del club.

La vicenda. Corioni aveva da tempo manifestato il proposito di cedere le quote di maggioranza del Brescia, vista la sua impossibilità a sostenere i costi della società. Dopo l’interesse, poi sfumato nel nulla, dell’imprenditore bergamasco Giampietro Manenti, la speranza sembrava arrivare da un altro bergamasco, John Gaethe Visendi, di origini americane e napoletane, ma ormai da molti anni imprenditore nella bergamasca. Visendi si è fatto portabandiera di una cordata che comprendeva varie imprese disposte a rilevare il club. Interlocutore principale di Visendi, oltre ad alcuni non meglio specificati fondi d’investimento asiatici, è stato subito UBI.

Nel frattempo, nella partita era entrato anche Marco Bonometti, presidente di Aib Brescia e patron della Omr di Rezzato, anch’egli a capo di una cordata di imprenditori. Con la mediazione del sindaco di Brescia Emilio Del Bono, sembrava potessero esserci i presupposti giusti per trovare la liquidità necessaria quantomeno per iscrivere la squadra al campionato di B, iscrizione che ha nel 15 luglio di termine ultimo. Ma martedì è arrivata la doccia gelata: con un conciso comunicato stampa, Bonometti ha dichiarato che non c’erano i presupposti per un suo coinvolgimento nel salvataggio del Brescia. Come se non bastasse, quasi contestualmente, Corioni, dopo aver analizzato il piano di risanamento e rifinanziamento proposto da Visendi, lo ha giudicato non “conferente con le aspettative”. La situazione era delle più critiche.

La svolta. Ore febbrili fino a quando Corioni ha richiamato il numero uno di Aib per riaprire il dialogo. E qualcosa si è mosso. Va detto che Bonometti è figura gradita a UBI Banca, ritornata con decisione in lizza nonostante l’addio di Visendi, e che, attraverso il consigliere delegato Victor Massiah, ha riparlato con il Brescia. Risultato: dall’istituto di credito arriveranno i 4 milioni di euro necessari per l’iscrizione al campionato, oltre ad un ruolo di primo piano di UBI nel risanamento della società, che potrebbe consistere in un fallimento pilotato, come già accaduto con il Bari nel mese scorso. Ciò permetterebbe al Brescia di mantenere l’iscrizione alla categoria e alla nuova proprietà di acquisire una società senza debiti. Un atto di estrema fiducia da parte di UBI Banca, considerando il fatto che il club è già esposto nei confronti della banca, suo sponsor storico, per 12 milioni.

 

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