Dopo la trasformazione in Spa

Ubi Banca, nasce il Patto dei Mille Per bilanciare il potere di Brescia

Ubi Banca, nasce il Patto dei Mille Per bilanciare il potere di Brescia
03 Febbraio 2016 ore 07:00

In seguito alla trasformazione di Ubi Banca da Società Cooperativa in Società per Azioni, un gruppo di azionisti ha deciso di riunirsi in un patto parasociale denominato “Patto dei Mille”. Al patto hanno aderito 65 azionisti in rappresentanza del 2,27% (20.500.412 azioni ordinarie) del capitale sociale di UBI Banca. Il Patto è composto soprattutto da grandi imprenditori bergamaschi, ma al suo interno vi sono anche esponenti  di altre province lombarde, Varese in primis, oltre a Confindustria Bergamo e Pavia. Presidente del Patto è stato nominato Emilio Zanetti, leader storico della Banca Popolare di Bergamo e del Consiglio di Gestione di UBI Banca, attualmente presidente della Fondazione Banca Popolare di Bergamo. È stato inoltre istituito un Comitato Direttivo composto da Angelo Radici (presidente della Radici Group), Roberto Sestini (presidente del Gruppo SIAD) e Matteo Tiraboschi (vicepresidente esecutivo di Brembo).

 

sede UBI foto devid rotasperti (5)

 

Il Patto ha diversi scopi, uno dei quali, ovviamente non dichiarato, è bilanciare la forza di Brescia all’interno di Ubi. A Brescia, come è noto, il possesso delle azioni è concentrato nelle mani di pochi imprenditori, e questo proprio per la tradizione di Spa del Banco di Brescia prima della fusione con Banca Popolare di Bergamo. I soci del Patto dei Mille intendono inoltre consolidare il loro legame con Ubi Banca per continuare a promuovere i principi ispiratori dell’attività della Popolare di Bergamo e di tutte quelle banche unite in UBI che tradizionalmente hanno saputo valorizzare i loro territori, anche sostenendone la crescita. Altro obiettivo strategico è dotare la banca di una governance di qualità, in linea con gli standard richiesti dai regolatori europei e dai mercati.

Il Patto (un estratto è disponibile sul sito www.ubibanca.it) è aperto a collaborare con azionisti e raggruppamenti e intende riaffermare l’autonomia e l’identità di UBI Banca anche nel caso di modifiche strutturali quali la banca unica e nel caso di aggregazioni con altri istituti di credito. I titolari delle azioni sindacate si sono impegnati, in particolare, a consultarsi per un’azione comune in merito agli indirizzi della Banca e alle candidature di membri del Consiglio di Sorveglianza, anche in considerazione del fatto che il 2 aprile verrà convocata l’assemblea ordinaria per la nomina dei nuovi vertici.

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