I russi oltre confine: le foto della Nato

Ucraina, l’invasione silenziosa

Ucraina, l’invasione silenziosa
29 Agosto 2014 ore 19:10

Il bilancio delle vittime in Ucraina da aprile a oggi è di quasi 2600 morti, in media 36 al giorno. La denuncia viene dall’Onu, che sottolinea la situazione allarmante in cui versa il Paese. Una crisi sfociata ormai in piena guerra, quella tra Kiev e Mosca, che potrebbe mettere a repentaglio le forniture di gas all’Europa per il prossimo inverno: il rischio è reale e altamente probabile, come ha dichiarato il ministro dell’energia russo, Alexander Novak, a margine di un incontro con il commissario Ue per l’Energia Gunther Oettinger. Ma non sarà la Russia a chiudere i rubinetti, bensì l’Ucraina, che potrebbe sottrarre illegalmente parte del gas russo diretto in Europa attraverso i propri metanodotti.

Le promesse fasulle della Russia. Il 26 agosto il presidente russo Vladimir Putin e il suo omologo ucraino Petro Poroshenko si erano incontrati e sembrava che si potesse aprire uno spiraglio per la soluzione della crisi. «Faremo tutto il possibile» aveva detto Putin «per progressi di pace», aggiungendo anche di essere pronto a sostenere un accordo tra Kiev e i ribelli, pur rimettendo nelle mani dell’Ucraina la reale fine del conflitto. Promesse senza alcun fondamento.

Pochi giorni dopo, Putin ha chiesto ai ribelli filorussi di aprire un corridoio umanitario per le truppe ucraine rimaste circondate dai ribelli di Novoazovsk. Durante un vertice con i giovani russi, però, dopo aver paragonato le azioni dell’esercito ucraino a quelle dei nazisti dell’assedio di Stalingrado, Putin ha affermato che è necessario costringere il governo di Kiev ad avviare negoziati concreti con i separatisti filorussi, non su questioni tecniche ma su questioni concrete, cioè su quali saranno i diritti della popolazione di Donbass, di Lugansk, del sudest del Paese. A Donetsk, dove gli scontri sono più violenti, una scuola è andata in fiamme dopo essere stata colpita da un proiettile d’artiglieria.

 

NATO releases satellite imagery showing Russian combat troops inside Ukraine

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Truppe russe in terra ucraina. Il 27 agosto, l’Ucraina è tornata ad accusare Mosca di aver inviato soldati oltre il confine, denunciando lo sconfinamento di 100 tank russi. «Congetture già sentite in passato», secondo il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov, ma che mettono in allerta la comunità internazionale. La prima reazione sulla questione arriva dalla Francia. Per il presidente Francois Hollande, una presenza di soldati russi in Ucraina «sarebbe intollerabile e inaccettabile». Dall’Eliseo si chiede alla Russia di «rispettare la sovranità dell’Ucraina e di togliere il suo appoggio ai separatisti».

I separatisti filorussi hanno aperto un nuovo fronte di guerra nel sudest dell’Ucraina, prendendo il controllo della città portuale di Novoazovsk, sul mar d’Azov. I ribelli ora sono diretti verso un’altra città portuale, Mariupol, affiancati da soldati russi. Mosca ha smentito, e durante la riunione d’emergenza del consiglio di sicurezza dell’Onu, il 28 agosto, l’ambasciatore russo Vitaly Churkin, ha dichiarato che nell’est dell’Ucraina qualche russo c’è, ma si tratterebbe di volontari. Uno dei leader dei separatisti, Alexander Zakharchenko, ha ammesso che 3.000 o 4.000 cittadini russi stanno combattendo al loro fianco.

Anche la Nato muove la stessa accusa, dichiarando che la Russia ha «illegalmente sconfinato nel territorio ucraino». Non solo, il comando della Nato ha diffuso delle foto satellitari che mostrano i carri armati russi all’opera in territorio ucraino. Si è scatenato un vero e proprio caso, che la Russia ha definito «ridicolo».

L’Ucraina e la comunità internazionale. L’Ucraina si è sempre dichiarata neutrale, e non appartiene quindi alla Nato. In seguito alle incursioni russe, però, ha intenzione di rilanciare il processo di adesione. Una decisione a cui il segretario generale Rasmussen non si oppone ma che vuole si prenda senza alcune ingerenza dei Paesi esterni.

Nel frattempo, il presidente Poroshenko ha chiesto aiuto militare all’Ue e il premier Arseni Iatseniuk ha sollecitato il blocco delle transazioni bancarie contro Mosca. L’America tentenna sulla possibilità di un intervento militare, ma chiede nuove sanzioni per contro la Russia. Il presidente americano Barak Obama si è detto in linea con la cancelliera tedesca Angela Merkel sulle responsabilità di Mosca nella crisi ucraina, e sul fatto che l’incursione porterà solo nuovi costi e conseguenze negative per la Russia. Sia la Germania sia il premier inglese David Cameron avevano minacciato di inasprire le sanzioni in caso di un’escalation di violenza da parte del Cremlino nell’est dell’Ucraina. Il premier italiano, Matteo Renzi, al telefono con Putin aveva sollecitato «il ritorno al tavolo delle trattative».

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