Michelle Mcgagh sul Guardian

Un anno intero senza comprare La sfida di una giornalista inglese

Un anno intero senza comprare La sfida di una giornalista inglese
02 Dicembre 2015 ore 10:06

Stop a pranzi e cene fuori casa, a una birra al pub, a un innocuo caffè. Stop ad abiti e oggetti di qualsiasi genere, al cinema, all’automobile e ai mezzi pubblici. Stop a quasi tutto. Una giornalista inglese, Michelle Mcgagh, ha deciso di interrompere radicalmente qualsiasi tipo di spesa. È tramite il The Guardian che ci informa della sua scelta di sospendere qualsiasi tipo di acquisto per un anno intero e di dare il via a dodici mesi di disintossicazione totale dallo shopping, cioè da tutto quanto non includa esclusivamente il nimino necessario per vivere, ovvero cibo e bollette.

 

 

Il perché. Il suo proposito è, in prima battuta, molto pragmatico: risparmiare per liberarsi il più rapidamente possibile di un mutuo che, per lei come per molti, può rappresentare una palla al piede lunga vent’anni. In secondo luogo, è una sorta di esperimento scientifico: come ci si sente a bandire qualsiasi forma di spesa? È così dura? Esistono modi per godersi la vita senza spendere soldi? La città (in questo caso Londra) offre la possibilità di accedere a concerti, mostre e manifestazioni senza sborsare una sterlina? La giornalista esprime consapevolezza sia verso il fatto che una scelta del genere, se praticata in massa, rappresenterebbe la base del tracollo di tutta l’economia britannica, sia che la sua, proprio in quanto scelta, possa disturbare in qualche modo chi sulla breadline, cioè la linea del pane, è costretto a vivere per assenza di mezzi. La sua speranza è, d’altra parte, di apprendere qualcosa, cioè che per vivere bene basta poco e che liberarsi della pressione dell’acquisto possa rendere più liberi e, quindi, più felici.

 

 

Alla faccia del Black Friday! È paradossale, ma non certo un caso, che il decorrere di quest’anno di astinenza da parte di Michelle Mcgagh sia iniziato proprio il giorno del Black Friday, il venerdì seguente al Thanksgiving Day, quando, in America e non solo, iniziano le pazze danze dello shopping natalizio.  Milioni di persone si riversano sulle strade per accalcarsi di fronte ai negozi prima della loro apertura o spendono ore davanti ai computer per acquisti frenetici a colpi di mouse. Secondo gli attuali dati di mercato, il Back Friday di quest’anno ha registrato un calo delle vendite del 10 percento rispetto al 2014. Le spiegazioni di questa flessione sono varie, dal decisivo aumento degli acquisti online a un’anticipazione degli sconti da parte di molti negozianti nei giorni che precedono il Black Friday. Pare nessuna incidenza da parte dei contro movimenti di protesta, che invitano ai boicottare quella che viene addirittura chiamata la shopapocaypse, l’apolicasse dello shopping.

 

 

Buy Nothing Day e i Minimalist.  Nella sua lettera al The Guardian , la giornalista spiega di avere tratto ispirazione per il suo progetto dalla Giornata del Non Acquisto, un’iniziativa periodica in occasione della quale i consumatori vengono invitati a trascorrere un’intera giornata senza comprare nulla. Le ragioni che muovono una proposta del genere sono svariate, da una quasi ideologica opposizione al consumismo, a un più moderato invito a riflettere sulle proprie abitudini di consumo, all’ancor più semplice domanda: riesci a non comprare nulla per un giorno senza che sia un problema?

D’altra parte, altre fonti di ispirazione per Michelle Mcgagh sono stati movimenti come quello dei Minimalist, un gruppo di persone  che dell’acquistare l’indispensabile ha fatto una filosofia di vita (qui sopra ne parlano in una TEDx Conversation, trovate i sottotitoli nel video). Per realizzare che si tratta di qualcosa di molto diverso da una vita di rinunce, basta dare un’occhiata alle immagini di questi ragazzi, ben lontani dal rappresentare una qualche specie di asceta capellone e trasandato. Anzi, si tratta di giovani uomini decisamente carini e dall’aspetto curato, che sembrano voler combinare, in una qualche misura, libertà dal denaro ed estetica.

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