Al Tribunale di Bergamo

Un bacio strappato all’ex-fidanzata per il giudice è violenza sessuale

Un bacio strappato all’ex-fidanzata per il giudice è violenza sessuale
21 Marzo 2017 ore 11:00

Imporre un bacio è violenza sessuale, pur se di tenue entità. È il senso di una recente sentenza del tribunale di Bergamo, che ha condannato a un anno e tre mesi di reclusione (pena sospesa) un immigrato pakistano di 21 anni, domiciliato in Bergamasca, che il 31 ottobre 2013 aveva schioccato con la forza un bacio alla propria ex. Il difensore dell’imputato aveva invece invocato l’assoluzione del proprio assistito, chiedendo che quel bacio non fosse considerato un reato.

La vicenda prende il via alla pensilina della stazione ferroviaria di Stezzano. L’immigrato, che non si rassegna al fatto che la storia d’amore con una ragazza molto giovane, 16 anni, sia finita, raggiunge il luogo per cercare di avere un chiarimento e per tentare di riallacciare la relazione. Le si presenta davanti, cerca di abbracciarla con la forza. La 16enne si divincola, non vuole più saperne di lui, che, però, probabilmente ritenendo che l’amore si esprime con la prepotenza, l’afferra per i capelli e la bacia sulla bocca. In quel 2013 la storia tra il pakistano e la ragazzina andava avanti da due anni. Poi lei, a maggio, aveva deciso che era tutto finito. La giovane stava in una comunità protetta della Bergamasca, lui era sparito, salvo rifarsi vivo dopo mesi pretendendo di riallacciare i rapporti. Non pensava che fosse finita sul serio, è la versione che ha sostenuto in aula durante il processo. «Ma io – ha ribattuto la 16enne (adesso ne ha 19) – ero stata molto chiara».

L’accusa ha ripercorso alcuni episodi, come quando l’extracomunitario aveva colpito al volto un ragazzo con cui aveva trovato in giro la sua ex. Poi, sempre stando alle contestazioni, aveva iniziato a tempestare lei di messaggi (per questo è stato condannato anche per stalking, in continuazione con il reato di violenza sessuale). Uno, in particolare, ha sottolineato la pubblica accusa, conteneva la tipica frase dello stalker: «Giuro su mia mamma che se ti vedo con quello ti uccido. Sei mia e sarai mia». Stessa prepotenza dimostrata in una telefonata a un’amica della ex e stessa insistenza nei messaggi su Facebook. Non c’era il suo nome, ma gli inquirenti hanno ritenuto che fosse lui perché aveva lo stesso nomignolo che utilizzavano quando stavano insieme.

«Il bacio non voluto è sicuramente violenza», ha concluso nella sua requisitoria il pm che ha chiesto la concessione delle attenuanti generiche nei confronti del pakistano solo perché molto giovane e perché si è sottoposto all’esame in aula. Il suo legale non ha contestato i fatti, ma come li ha qualificati l’accusa. La violenza, in particolare. «È accaduto in stazione, un luogo affollato, in pieno pomeriggio. Se lo fa uno sconosciuto, avrei qualche dubbio, ma i due ragazzi sono stati fidanzati, si tratta di un altro tipo di rapporto. Lui voleva proseguire la relazione, quel bacio non aveva finalità sessuali».

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