Un incubo per molte famiglie: oltre 200 mila euro sottratti dalla truffa delle pergole
Antonstefano Brambilla, una delle tante vittime, ha denunciato il raggiro lanciando un appello per evitare ad altri di subire tale frode

foto d'archivio
Un incubo che ha coinvolto decine di famiglie in tutta Italia, con un giro di truffe che potrebbe superare i 200 mila euro. Tra le vittime anche Antonstefano Brambilla, residente a Corsico, nel milanese, che ha deciso di raccontare la sua storia per mettere in guardia le altre persone e fare in modo che i responsabili vengano assicurati alla giustizia.
Da sogno a incubo
A fine gennaio 2024, Antonstefano e la sua famiglia si sono trasferiti in una nuova casa e hanno deciso di installare una pergola bioclimatica per sfruttare al meglio il loro terrazzo. Dopo aver consultato diverse aziende, sono entrati in contatto con un venditore 59enne di Villongo, che ha proposto loro una soluzione su misura.
Il 15 marzo, in casa Brambilla, è stato firmato il contratto con un'altra società, versando il primo acconto. Pochi mesi dopo, a maggio, Antonstefano ha ricevuto una nuova chiamata da un altro interlocutore che lo ha informato del fatto che la pergola fosse già pronta per la consegna, ma che il saldo fosse da versare immediatamente per poter procedere.
Quando Brambilla ha chiesto una foto della merce, ha prontamente ricevuto un netto rifiuto: la pergola, secondo quanto gli avevano comunicato, era già stata imballata e si trovava in Sardegna, pronta alla spedizione. Dopo aver insistito per un pagamento parziale alla consegna, gli interlocutori hanno ribadito il concetto: nessuna spedizione senza saldo completo. Nonostante i dubbi, la famiglia si è fidata e ha versato il secondo bonifico, per un totale di 13.500 euro.
La scoperta della truffa
I giorni passano, ma la pergola non arriva. Iniziano le telefonate e i messaggi, con risposte sempre più vaghe: «mancano i montatori», «vi faremo sapere la data», «attendiamo notizie dall'azienda». A quel punto, il sospetto è diventato una certezza: erano stati truffati.
I tentativi di mettersi in contatto con l'avvocato della società si rivelano inutili e presto si scopre che la ditta non aveva alcuna sede operativa reale. Inoltre, la brochure consegnata dal venditore apparteneva a un'azienda che, a loro dire, non avrebbe mai avuto rapporti con lui. Nel frattempo, sul web Antonstefano ha scoperto altre famiglie cadute nella stessa trappola. Oltre 30 denunce, per una cifra complessiva stimata intorno ai 200 mila euro.
La battaglia legale
Il 9 agosto scorso, il legale della famiglia Brambilla ha inviato una Pec ai truffatori, ma senza risposta. Il 26 settembre è stata presentata alla stazione dei Carabinieri di Corsico la denuncia ufficiale. Le vittime hanno scoperto che il misterioso interlocutore era coinvolto in una rete di società dalla vita breve. Il venditore, invece, sembra sparito nel nulla, cancellando anche i suoi profili social.
Ora la battaglia si è spostata in tribunale: il 9 giugno è fissata la prima udienza. Ma il problema resta: i soldi versati difficilmente saranno recuperati, e la speranza è che almeno i responsabili vengano puniti.
L'appello di Antonstefano
«Abbiamo bisogno di aiuto. Dobbiamo far conoscere questa storia per evitare che altri cadano nella stessa trappola!» scrive Antonstefano Brambilla. La vicenda è già stata raccontata su diverse testate giornalistiche e televisioni nazionali, ma l'uomo ci tiene che chiunque si trovi in situazioni simili denunci immediatamente, evitando di cadere nel tranello del pagamento anticipato senza garanzie.
La speranza è che, facendo luce su questa vicenda, si possa fermare questa rete di truffatori e ottenere giustizia per le tante famiglie che, come Antonstefano, si sono viste sottrarre non solo denaro, ma anche fiducia e serenità.
Che nome bizzarro