Da PrimaTreviglio

Un socio Lions dona 50 mila euro all’ospedale di Treviglio

In una settimana, i club in campo per l'emergenza Covid hanno raccolto oltre 120 mila euro

Un socio Lions dona 50 mila euro all’ospedale di Treviglio
06 Aprile 2020 ore 16:35

In campo per sostenere gli ospedali bergamaschi travolti dall’emergenza Covid ci sono anche i Lions del distretto 108Ib2. L’idea è nata dal Governatore del Distretto Filippo Manelli, primario del Pronto Soccorso a Esine. Nelle scorse settimane, impegnato a tempo pieno senza orari né giorni di sosta, ha richiesto l’aiuto dei suoi amici Lions più stretti e vicini, per un’iniziativa di sostegno agli ospedali del territorio. “We serve-sempre, in tanti modi diversi, al di là dei ruoli”, ha spiegato citando il motto del club.

Lo staff si è quindi messo all’opera, pur con tutte le limitazioni “logistiche” del caso, con contatti telefonici e teleconferenze giornaliere. “Abbiamo verificato come alcuni nostri Soci e i loro Club si erano già mossi autonomamente e avevano già versato contributi agli ospedali di riferimento – hanno spiegato i Lions -. Altri avevano proposto dei progetti di raccolta fondi, con lo stesso scopo, alla Fondazione Lions Distrettuale Bruno Bnà”. Si è allora deciso di unire le forze. “Era inutile creare doppioni e si è deciso di aderire a uno di questi progetti, proposto dal Lions Club Valsabbia. Questo progetto era teso a contribuire all’acquisto di materiale a favore degli ospedali delle tre province del distretto Ib2, di cui c’era mancanza: dai respiratori alle mascherine, fino ai mezzi di protezione individuale. Il Governatore Manelli e il Lions Club Valsabbia hanno condiviso con entusiasmo che i Club del Distretto si associassero a tale iniziativa”.

Raccolti oltre 120mila euro in una settimana

Il successo è stato confortante: in una settimana sono stati raccolti più di 120mila euro, in parte già distribuiti. Dice una nota dei Lions:

“Il Distretto Lions 108 Ib2 ha provato con soddisfazione a conciliare l’emergenza con l’organizzazione, la collaborazione con l’amicizia. Si è riusciti a raccogliere in un solo conto tutti i contributi di Club, Soci, Privati, senza accavallare le iniziative e senza sovrapporsi a quelle che erano già in atto. In questo modo, le iniziative locali sono diventate distrettuali, tante gocce d’acqua hanno formato un ruscello di energia ed entusiasmo, coinvolgendo un grande numero di Club e benefattori. Evitando ogni lentezza burocratica, grazie al riferimento alla nostra Fondazione Distrettuale, è stata sempre data piena e completa informazione su uso e destinazione delle somme raccolte, via posta elettronica, rispondendo ad ogni dubbio e chiarimento”.

Fondi residui per l’assistenza ai malati terminali

“Su richiesta di una nostra Socia, sono stati destinati i fondi residui, o per i quali non era stata indicata una precisa finalità, a una Fondazione Onlus che si occupa dell’assistenza a domicilio di malati oncologici terminali – continua l’associazione -. Dal momento che l’urgenza non ci deve fare dimenticare altre persone malate e bisognose, per evitare così che gli assistiti si rivolgano alle strutture ospedaliere già al collasso, dando modo ai colleghi dei nosocomi di concentrarsi nelle terapie intensive, ed evitando trasferimenti e rischi a malati oncologici”.

Cinquantamila euro per l’ospedale di Treviglio

Da parte loro, alcuni Club, mobilitati precedentemente, hanno raccolto attraverso altri canali una somma quasi equivalente, anche essa distribuita a ospedali e istituzioni locali. Una donazione consistente di 50 mila  euro era stata subito generosamente versata a favore dell’ospedale di Treviglio da un singolo Socio.

Tutti insieme senza personalismi: “We serve”

“LCIF (Lions Club International Foundation, la Fondazione che raccoglie tutti i contributi dei 47. 974 Lions Club di tutto il mondo) farà la sua parte con un contributo cospicuo. Non ci possiamo ricordare di tutti, ma, questo sì, ringraziarli all’unisono nel servizio. Non ci sono nomi da menzionare. Abbiamo indicato quello del Governatore perché rappresentante di tutti. Nessun altro. Ma tutti insieme, senza personalismi. Servire non può dare una risposta a tutto, ma speranza per tutti, questo sì. È un nostro dovere e gioia. ‘We serve’, sempre” conclude l’associazione.

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