Tra Haro e di Miranda de Ebro

Alla guerra armati di calici e alcol In Spagna c'è la "Batalla del vino"

Alla guerra armati di calici e alcol In Spagna c'è la "Batalla del vino"
Cronaca 19 Giugno 2015 ore 11:38

Come da tradizione ormai plurisecolare, il 29 giugno si scatenerà ad Haro, nella regione de La Rioja in Spagna, la celeberrima “Batalla del vino”, la battaglia del vino. Già il nome lascia intuire di che si tratti: centinaia di persone si riuniscono per dar vita ad un imponente combattimento che invece di pistole e sciabole ha come uniche armi consentite litri e litri di vino. Un momento di festa sicuramente spassoso e coinvolgente, che trae origine sia dalla storia che dalla religione.

 

Batalla_del_Vino_-_Haro_-_La_Rioja

 

Come nacque la "Batalla del vino". Era la fine del XIII secolo, quando in Spagna si stava consumando una sanguinosa guerra fra le piccole cittadine di Haro e di Miranda de Ebro. L’oggetto dello contesa era una piccola porzione territoriale, peraltro rocciosa e buona più o meno per nulla. Ma era una questione di orgoglio, e nessuna delle due città intendeva rinunciare alla conquista. Alla fine, a spuntarla fu Haro, che vide trionfare le proprie insegne nel giorno di san Pietro, che da quel giorno divenne uno dei santi protettori della città. Per festeggiare la vittoria, da ormai quasi un millennio, ogni 29 giugno viene celebrata una messa presso un santuario dedicato a san Pietro eretto appositamente nella zona della battaglia, a cui fin da subito cominciò a seguire una giornata di festa di tutta la popolazione di Haro. Che, naturalmente, vedeva al suo termine un buon numero di persone che avevano parecchio alzato il gomito, e che per divertirsi si lanciavano del vino addosso (la zona è rinomata per un’ottima produzione vinicola). Così, nacque la tradizione: al seguito della celebrazione si sarebbe svolta una grandiosa battaglia di vino, a cui tutti i cittadini erano, e sono, chiamati a partecipare.

 

 

La "Batalla del vino" oggi. Questa divertente festività è in pieno vigore ancora oggi. E deve rimanerlo per sempre: esiste infatti una sorta di patto non scritto fra Haro e Miranda de Ebro per cui se anche per un solo anno i cittadini della prima dovessero mancare all’appuntamento della battaglia, il territorio conteso passerebbe automaticamente sotto l’amministrazione della seconda. Il cerimoniale odierno è rigoroso in ogni suo passaggio: alle 7 del mattino parte dal centro della città un corteo, capitanato da un funzionario del comune a cavallo e composto da tutti i cittadini di Haro, che si dirige a piedi presso il luogo della battaglia, oggi noto come Riscos de Bilibio, sulla cui rupe più elevata il funzionario colloca le insegne cittadine, in ricordo della conquista. Successivamente si svolge la messa, e subito dopo si apre il “conflitto”: ogni cittadino è tenuto a vestirsi di bianco, pena la non partecipazione, e ovviamente a presentarsi munito di quanto più vino possibile.

 

Vueltas_después_de_batalla_del_vino

 

Musica e balli dopo la guerra. Inizia poi la battaglia vera e propria, dove non c’è nessuna regola se non infradiciare quanto più si riesce di vino tutti coloro che si trovano a portata di damigiana. La guerra finisce alle 12, e dopo la tradizionale scorpacciata di lumache (portata tipica della zona), il popolo torna in città e si dirige al Plaza de la Paz, dove la festa continua con musica e balli. La sera, tutta la città è chiamata a far sentire la propria voce, con ogni strada e ogni vicolo traboccante di gente che canta, che danza, e che, ovviamente, beve. Nel 1965, la "Batalla del vino" è stata addirittura eletta Festa di Interesse Turistico, per poi diventare, il 22 marzo 2011, Festa di Interesse Turistico Nazionale. Per tutti coloro che fossero interessati a partecipare, il modo più agevole è prendere un aereo per Bilbao, e da lì usufruire dei servizi di spostamento appositamente pensati per l’occasione della battaglia del vino. Buon viaggio e… alla salute.