Dodici i parametri analizzati

Università di Bergamo senza infamia e senza lode

Università di Bergamo senza infamia e senza lode
24 Giugno 2014 ore 10:12

Il Sole 24 Ore ha pubblicato lunedì 23 giugno la sua classifica annuale delle migliori Università italiane. L’ateneo di Bergamo è al 34esimo posto, lontano dal primo dell’Università di Verona, ma comunque distante dalla 61esima ed ultima posizione di Napoli.

Su cosa si basa la classifica. La classifica finale è il risultato della valutazione di 12 diversi parametri (attrattività, sostenibilità, stage, mobilità internazionale, borse di studio, dispersione, efficacia, soddisfazione, occupazione, fondi esterni, competitività della ricerca e alta formazione) suddivisi in due macrocategorie, quella dei parametri legati alla didattica e quella dei parametri legati alla ricerca. L’unione delle classifiche di ciascun parametro ha offerto il quadro generale finale.

Chi ha vinto e chi no. A primeggiare sono Verona, Trento e il Politecnico di Milano. Nel complesso, sono gli atenei del Nord ad occupare la prima metà della classifica, mentre faticano quelli del Sud, soprattutto a causa dell’alto tasso di studenti emigrati verso altri atenei, dei bassi investimenti nella ricerca e nella formazione del personale didattico. Nessun ateneo del Centro-Nord occupa una delle ultime 16 posizioni.
Tra le Università non statali considerate, domina il polo del San Raffaele di Milano, che grazie alla facoltà di Medicina ottiene punteggi eccelsi. A seguire la Bocconi e la LUISS di Roma.

 

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Bergamo, poco appeal. Il 34esimo posto finale, con 48 punti ottenuti sui 100 disponibili, rappresenta un risultato senza infamia e senza lode per l’ateneo bergamasco, ma è possibile capire qualcosa in più della situazione dell’Università orobica andando ad osservare i risultati ottenuti in alcuni dei singoli parametri.
Su 61 posizioni, Bergamo occupa la 55esima tra gli atenei con la maggior attrattività per gli studenti provenienti da altre Regioni. Solamente l’1,9 percento degli immatricolati proviene da oltre i confini lombardi, ben lontana dal 54,7 percento ottenuto dalla capolista Urbino e inferiore al 4,4 percento di Brescia (44esima).
A deludere è anche la qualità dei dottorati offerti dall’Università di Bergamo, che si piazza così al 50esimo posto della graduatoria al riguardo, lontanissima dal Politecnico di Torino in prima posizione, e appena sopra a Brescia (53esima).

Pochi disoccupati, ma studenti non soddisfatti. Ottimi risultati vengono ottenuti dall’ateneo bergamasco per quanto riguarda la percentuale di studenti che trovano occupazione ad un anno dal conseguimento del titolo accademico. Appena il 13 percento dei laureati risulta essere disoccupato a 365 giorni dalla laurea, terzo miglior risultato dopo il Politecnico di Milano (9,4 percento) e l’Università di Brescia (11,5 percento).
Nonostante questo ottimo dato, gli studenti non paiono pienamente soddisfatti dall’efficacia della didattica offerta dall’ateneo: Bergamo è 44esima con un punteggio di 7,6 punti, apparentemente positivo, ma in realtà più vicino ai 7,1 punti ottenuti dall’Università di Palermo, che chiude la classifica, che agli 8,2 punti della primatista Università del Piemonte Orientale.
Il dato viene pienamente confermato dalla 46esima posizione occupata nella graduatoria della dispersione, ovvero della percentuale di studenti che abbandonano l’ateneo al secondo anno: il 18,3 percento.

 

 

Buoni risultati con pochi fondi. Per tutti gli altri parametri considerati, Bergamo occupa sempre una posizione di metà classifica: 24esima nella competitività della ricerca, al pari di Firenze, Pisa e Pavia; 25esima per i fondi esterni; 28esima per quanto riguarda l’efficacia degli insegnamenti; 31esima per le borse di studio assegnate agli studenti idonei. Un’ottima ottava posizione viene invece ottenuta per quanto riguarda la percentuale di studenti che hanno ottenuto crediti universitari grazie a programmi di scambio con atenei esteri (1,7 percento).

Cosa dice il rettore. Nonostante l’Università di Bergamo navighi a metà classifica, il rettore Stefano Paleari, sulle pagine de L’Eco di Bergamo, si dice «moderatamente soddisfatto», sottolineando come i finanziamenti che riceve l’ateneo orobico siano decisamente inferiore a quelli di tanti altri. Considerando il finanziamento pro capite rispetto agli iscritti, Bergamo si trova in penultima posizione con 2 mila 357 euro, davanti solo a Napoli Partenope (1.953 euro).
Il rettore ammette comunque che le voci in cui Bergamo ha ottenuto risultati maggiormente negativi saranno quelle su cui si dovrà intervenire. Innanzitutto sarà necessario aumentare l’attrattività dell’ateneo orobico per gli studenti fuori sede.

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