Provocazione?

Urubko vs Moro, battaglia d’inverno

Urubko vs Moro, battaglia d’inverno
09 Dicembre 2019 ore 04:00

Si erano tanto amati e, probabilmente, si amano ancora. Ma pure nell’alpinismo, sport “nobile” dove a ogni passo e a ogni respiro si rischia la vita, l’agonismo gioca, a suo modo, un ruolo importante. E così capita che due dei più grandi alpinisti della storia recente, entrambi bergamaschi (sebbene uno d’adozione), finiscano col punzecchiarsi nell’imminenza delle rispettive imprese. Stiamo parlando di Denis Urubko, russo naturalizzato polacco ma da tempo residente a Nembro, e Simone Moro, bergamasco doc e uomo copertina dell’alpinismo moderno. A gettare il guanto di sfida, o la provocazione come ha preferito definirla la Gazzetta, è stato il primo in un’intervista al giornalista polacco Jakub Radomski.

 

[Denis Urubko]

 

Qualche giorno fa, Urubko ha presentato la sua prossima avventura: la scalata invernale del Broad Peak insieme al canadese Don Bowie. Per l’alpinista russo-polacco, sarebbe la prima salita invernale dell’Ottomila in questione, sebbene nel marzo 2013 quattro polacchi (Adam Bielecki, Artur Małek, Maciej Berbeka e Tomasz Kowalski) avessero già raggiunto quella stessa vetta. Un’impresa tragica, visto che in quella scalata morirono Berbeka e Kowalski. Urubko, però, nell’intervista ha spiegato: «Il calendario invernale è diverso da quello meteorologico. Per questi tipi di exploit, dovremmo essere guidati da quali sono le condizioni in un determinato mese e tenere conto del momento in cui è più difficile». Per questo motivo, a suo parere, l’inverno degli Ottomila va dall’1 dicembre a fine febbraio, e non dal 21 dicembre al 21 marzo.

 

[Tamara Lunger e Simone Moro]

 

Una convinzione che, però, “colpisce” anche l’amico Moro, con cui in passato Urubko ha scalato insieme in prima invernale due Ottomila, il Makalu e il Gasherbrum II. Moro al momento detiene il record di maggior numero di ascensioni in prima invernale sugli Ottomila con le scalate delle quattro vette Shisha Pangma (2005), Makalu (2009), Gasherbrum II appunto (2011) e Nanga Parbat (2016). Col calendario di Urubko, però, la prima di queste quattro imprese non sarebbe valida, come spiega lo stesso russo-polacco nell’intervista: «Marzo sulle montagne più alte è già primavera. A metà gennaio 2005, Piotr Morawski e Simone Moro sono saliti sullo Shisha Pangma, mentre l’11 dicembre 2004 il francese Jean-Christophe Lafaille aveva scalato la vetta. Penso che lui sia…

 

Articolo completo a pagina 11 di BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 12 dicembre. In versione digitale, qui.

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