l'allarme dei sindacati

Vaccini antinfluenzali, la Cisl: «Lombardia in ritardo, rischio caos sanitario»

Il segretario generale Emilio Didonè: «Da Regione Lombardia superficialità e scarsa professionalità»

Vaccini antinfluenzali, la Cisl: «Lombardia in ritardo, rischio caos sanitario»
16 Ottobre 2020 ore 12:09

Crescono i timori legati alla carenza di vaccinazioni antinfluenzali in Lombardia. Si parte lunedì 19 ottobre e a Bergamo, almeno per la prima settimana, saranno disponibili 30 dosi per ogni medico. Sul tema è intervenuta la Cisl, sottolineando come basti contattare il proprio medico di famiglia e fare un giro per le farmacie per capire come la situazione non sia rosea.

«Abbiamo più volte ricordato, ammonito, sollecitato Regione Lombardia ad attrezzarsi in tempo per la campagna vaccinale autunnale – ribadisce Emilio Didonè, segretario generale Fnp Cisl Lombardia –, ma ancora una volta questa regione si è fatta trovare impreparata. Stiamo ricevendo tante telefonate e messaggi dai nostri pensionati per sapere cosa devono fare e non sappiamo, purtroppo, cosa rispondere. È sconfortante ciò che sta accadendo alla sanità lombarda, e qualcuno dovrà renderne conto e assumersi le proprie responsabilità».

Ats e Pirellone rassicurano, ma sta emergendo chiaramente come le dosi ordinate non siano sufficienti a soddisfare il fabbisogno della popolazione, esponendo in particolar modo le categorie più a rischio. «Superficialità e scarsa professionalità – aggiunge il segretario generale –. Mi riferisco anche alla questione delle gare sbagliate dal Pirellone che hanno portato ad assicurarsi centinaia di migliaia di dosi di vaccino in meno, molto inferiori rispetto ai 3 milioni 874 mila 744 necessari a coprire tutte le richieste, stando ai numeri dichiarati dalla stessa Regione. È un suo compito istituzionale quello di mettere a disposizione i vaccini per le categorie a rischio, ma ancora una volta i lombardi pagano carenze di programmazione. Si sapeva da tempo che la campagna antinfluenzale sarebbe stata particolarmente delicata. Perché la Regione Lombardia non ha provveduto a ordinare un quantitativo adeguato di dosi per tempo? Questo, oltre a rappresentare una discriminazione intollerabile nei confronti degli anziani over 65 e di altri soggetti, rischia di mettere seriamente in pericolo migliaia di cittadini».

«Il silenzio dell’assessore Giulio Gallera, di solito molto loquace e sempre così pronto a rispondere su tanti temi, fa ancora più effetto – conclude Didonè -. Forse è troppo impegnato a colmare un ritardo che sta ormai diventando una vera e propria corsa contro il tempo, chissà a quale prezzo. Intanto, secondo l’ultimo rapporto curato da Crea, la sanità della regione più importante d’Italia è scesa al 9 posto, dietro a Marche, Umbria e Liguria».

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