Cronaca
10 milioni di dosi entro l'anno

Vaccino russo Sputnik V: siglato l'accordo per la produzione in Italia (in Brianza)

La notizia è stata confermata dalla Camera di Commercio italo-russa. Si tratta del primo contratto europeo per la produzione locale del vaccino russo

Vaccino russo Sputnik V: siglato l'accordo per la produzione in Italia (in Brianza)
Cronaca 09 Marzo 2021 ore 13:32

Il vaccino russo Sputnik V, al vaglio delle autorità europee che si dovranno pronunciare in merito alla somministrazione ai cittadini, potrà essere prodotto in Italia. La notizia è stata confermata oggi, martedì 9 marzo, grazie a un comunicato pubblicato sul sito internet della Camera di Commercio italo-russa.

Nello specifico, l’amministratore delegato Kirill Dmitriev del Russian Direct Investment Fund (Rdif) ha confermato di aver raggiunto un accordo con l’azienda svizzera Adienne Pharma&Biotech, che nel nostro Paese possiede uno stabilimento a Caponago, in provincia di Monza-Brianza. Grazie alla sottoscrizione del primo contratto europeo per la produzione locale del vaccino russo, già dal mese di luglio il processo produttivo aiuterà a creare nuovi posti di lavoro e permetterà all’Italia di controllare l’intero processo di produzione del preparato che raggiungerà le 10 milioni di dosi entro la fine dell’anno.

Le autorità russe stanno lavorando ad oltre 20 progetti di collaborazione in Europa e il vaccino Sputnik V è già stato registrato in oltre 45 nazioni in tutto il mondo. La Camera di Commercio italo-russa già da ottobre, con il supporto dell’ambasciata italiana a Mosca, ha promosso incontri tra imprese italiane ed europee con le controparti istituzionali russe per verificare l’opportunità di produrre lo Sputnik V in Italia.

«Le imprese italiane sono strategiche, hanno capacità e competenze uniche nel panorama europeo e sono in grado di affrontare il mercato con flessibilità e rapidità – commenta Vincenzo Trani, presidente della Camera di Commercio italo-russa -. Questo accordo storico mostra lo stato di salute dei rapporti tra i nostri due Paesi. Sono certo che questa collaborazione permetterà nuovi investimenti nel settore farmaceutico in Italia con ricadute positive in termini occupazionali, a beneficio dell’intero indotto. In questo momento la creazione di un vaccino sicuro e disponibile per tutti è fondamentale per far uscire, da questa situazione di instabilità per la salute pubblica, le imprese e le economie dei nostri Paesi».