Cronaca
Già raccolte 6mila firme per il "no"

Val Vertova, il caso delle centraline La partita è ancora apertissima

Val Vertova, il caso delle centraline La partita è ancora apertissima
Cronaca 18 Agosto 2016 ore 04:30

È un'estate movimentata per la bellissima Val Vertova, meravigliosa area incassata tra il monte Cavlera e il monte Cedrina, in Val Seriana, che si insinua sino nel cuore del Massiccio dell’Alben. Mentre escursionisti e turisti continuano, nelle giornate di sole, a godersi le stupende acque celesti del torrente che attraversa la valle, le numerose sorgenti, le cascate spettacolari, i pendii e le rocce modellate nei secoli dalla forza delle acque, è sulle scrivanie degli enti locali che si sta giocando la partita più importante. A inizio giugno, infatti, è stato reso noto che una società immobiliare che ha sede a Piancogno, in Val Camonica, ha presentato alla Provincia di Bergamo una richiesta per realizzare due centraline idroelettriche proprio nel cuore della Val Vertova. Un progetto che, da subito, ha creato un forte movimento di protesta.

 

 

Le prime reazioni. Il Comune di Vertova ha manifestato le proprie perplessità attraverso le parole del sindaco Luigi Gualdi, che ha sottolineato come «l’intervento prevede interventi edilizi in un contesto ambientale di rilevante pregio. La quantità di acqua da derivare dal torrente potrebbe incidere negativamente sull’equilibrio naturalistico del contesto. Inoltre, i manufatti delle centrali, anche se di modeste dimensioni, si inseriscono in un contesto paesaggistico già vincolato, nonché tutelato dal Piano di governo del territorio. Il Comune non può fare a meno di rilevare che l’invocazione del principio della pubblica utilità per la realizzazione delle centraline non può prescindere dalla parimenti invocazione dell’interesse pubblico per la tutela del patrimonio naturalistico». Subito dopo, però, si sono mossi anche i cittadini e le associazioni, che hanno dato vita al Comitato Val Vertova Bene Comune, definito dal suo portavoce Franco Testa «un gruppo formato da diversi gruppi sportivi, culturali e anche politici che, venuti a conoscenza di questo progetto, hanno deciso di muoversi per presentare osservazioni». Dopo una prima assemblea pubblica tenutasi a inizio luglio, è partita anche una raccolta firme che, a fine mese, aveva già superato le 5mila firme contro la realizzazione delle centraline.

 

 

Le proteste e il ritiro del progetto. Nei singoli Comuni che confinano con la valle è stato poi aperto un dibattito sulla questione. Diverse liste d'opposizione hanno presentato una mozione per chiedere di attivare le procedure volte a trasformare la Val Vertova in Riserva Naturale Regionale. I sindaci di Fiorano al Serio e di Cene non hanno esitato ad appoggiare l'iniziativa, schierandosi dalla parte del neonato Comitato, mentre più cauto è stato il sindaco di Gazzaniga Mattia Merelli, il quale ha dichiarato: «La richiesta di trasformare la valle in Riserva Naturale sarà eventualmente valutata solo dopo una formale richiesta al Comune di Vertova, in quanto ente maggiormente interessato». Senza il consenso di Vertova, dunque, non se ne fa nulla: «Sarebbe un po’ come fare i conti senza l’oste e non ci pare il caso». Nello stesso periodo, ovvero a fine luglio, la Provincia di Bergamo ha deciso di sospendere i termini per la conclusione del procedimento che riguarda la realizzazione delle due centraline, in attesa che la società interessata presenti una relazione sull’ambiente ittico-faunistico e il rendering dei due impianti. Scadenza, quest’ultima, fissata per il 12 agosto. Ed è proprio in questa data che è giunta l'inattesa notizia: il numero uno di via Tasso Matteo Rossi ha reso noto che la società immobiliare della Val Camonica che ha presentato il progetto ha momentaneamente ritirato il progetto.

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Una partita ancora aperta. Stando a quanto riferito da Rossi a Bergamonews, ciò significa che, al momento, il progetto è stato soltanto accantonato e non definitivamente bloccato. Nel frattempo sono continuati gli incontri tra la società immobiliare e l'Amministrazione di Vertova, la quale, come sottolinea il sindaco, ha «ribadito, se non fosse già stata chiara, la nostra posizione di netta contrarietà al progetto. Ora saranno i proponenti che faranno le loro valutazioni. Al momento è ancora presto per cantar vittoria. Aspettiamo gli sviluppi». L'ultimo è arrivato in questi giorni post ferragostani, quando a Bergamonews ha parlato Enzo Mauri del direttivo WWF Bergamo/Brescia in qualità di referente che segue l’evolversi del progetto presentato da un immobiliare di Piancogno: «Senza avere presentato la documentazione necessaria in Provincia non si può procedere a valutazione di impatto ambientale. Se l’immobiliare interessato a realizzare queste centraline non ha presentato né la documentazione richiesta né tanto meno una proroga, non è possibile procedere a Via. Quegli approfondimenti (dove, tra le altre cose, erano richieste analisi sull’inserimento paesistico dell’intervento, sull’aspetto geologico, la presenza floristica-vegetazionale ed elaborazioni a tema ittico-faunistico) servivano proprio a stabilire se assoggettare o meno a Via il progetto. Senza tutto questo, non capisco come questa strada sia al momento percorribile». In altre parole: perché il progetto proceda, deve essere sottoposto alla Valutazione di impatto ambientale, Via appunto, ma al momento la società immobiliare non ha presentato i documenti necessari per poter procedere e dunque tutto è fermo. Mauri, infatti, precisa: «Nel momento in cui il privato decidesse di riprendere in mano il progetto, la documentazione necessaria a stabilire se assoggettare o meno a Via dovrà comunque essere presentata, affinché una commissione possa stabilire se quel progetto ha o meno impatto positivo sull’ambiente. L’immobiliare non ha "accettato" di sottoporsi a valutazione di impatto ambientale, come qualcuno sostiene, semplicemente perché non ha le facoltà per farlo. Dalla Via si deve comunque passare, ma non è certo il committente a stabilirlo». La partita, dunque, non è ancora chiusa, ma al momento chi è contrario alla realizzazione delle centraline è in (risicato) vantaggio.

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