Pre-Brexit

Variante inglese, 25enne bloccata a Londra: «Avevo già imbarcato i bagagli. Siamo abbandonati»

Dopo le misure adottate dal ministro Speranza per contrastare la variante britannica del Coronavirus

Variante inglese, 25enne bloccata a Londra: «Avevo già imbarcato i bagagli. Siamo abbandonati»
Cronaca 24 Dicembre 2020 ore 13:27

Bloccata nel Regno Unito a causa delle misure prese per contenere la variante inglese del Covid. Aveva già imbarcato le proprie valigie sul volo ma non è riuscita a tornare in Italia Lucia Crippa, che domenica avrebbe dovuto far rientro in patria. Per la 25enne di Trezzanoo Rosa (Milano) il rientro in Italia non era dettato da motivi di svago o di vacanza ma lavorativi, dal momento che avrebbe dovuto iniziare il dottorato di ricerca all’Istituto dei tumori di Milano, eppure ha dovuto prolungare il suo soggiorno nel Regno Unito, senza sapere quando potrà partire per l’Italia. «È stato detto che il traffico aereo è stato sospeso per proteggere gli italiani – ha osservato – Ma chi si preoccupa per quelli rimasti chiusi nel Regno Unito? Avrei dovuto tornare in  Italia domenica e avevo una prenotazione fatta da mesi ma sono rimasta bloccata». A fermare il rientro di Crippa è stata l’ordinanza emessa dal ministro Speranza. «Avevo già imbarcato i bagagli quando il volo è stato cancellato così come tutti gli altri in partenza per l’Italia», ha osservato.

Affitto disdetto. A complicare il soggiorno forzato in Gran Bretagna della trezzanese cè stato anche il fatto che la giovane avesse disdetto l’appartamento dove abitava e lasciato il lavoro che aveva in Inghilterra. «In vista del rientro in Italia mi sono licenziata dal lavoro che avevo a Cambridge e ho disdetto l’appartamento – ha spiegato – Per fortuna la signora che mi affittava la casa l’aveva ancora libera e mi ha permesso di tornare. Ho potuto riattivare le utenze ma non Internet perché avrei dovuto aprire un altro contratto». Per Crippa il blocco dei voli ha rappresentato un fulmine a ciel sereno dal momento che, se lo avesse saputo per tempo, avrebbe anticipato il rientro in Italia. A indispettire di più è però l’atteggiamento delle istituzioni. «Per giorni io, la mia famiglia e il mi ragazzo abbiamo cercato di parlare con la Farnesina l’ambasciata e il consolato di Londra ma non ci sono state date informazioni se non che quando ci sarebbero state novità ci avrebbero avvertito».

La svolta? Nella serata di ieri, mercoledì 23 dicembre, forse la svolta. È stato riaperto il traffico aereo per  è residente o deve tornare per urgenze, che  deve sottoporsi a tampone e quarantena. «Non è previsto alcun rimpatrio quindi bisogna acquistare i biglietti dalle compagnie aeree – ha spiegato Lucia –  Ho acquistato un biglietto per il 25. Se mai riuscirò a partire, atterrerò a Roma. Poi volerò su Milano. Una situazione allucinante». La vicenda completa sulla Gazzetta della Martesana e sulla Gazzetta dell’Adda in edicola e in versione sfogliabile on line per smartphone, pc e tablet.

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