Cronaca
Il via da Utrecht, Olanda

Veterani, figli in arrivo e gregari Quei 10 che il Tour non lo vincono

Veterani, figli in arrivo e gregari Quei 10 che il Tour non lo vincono
Cronaca 04 Luglio 2015 ore 10:00

E' scattato sabato 4 luglio da Utrecht, in Olanda, il centoduesimo Tour de France, la corsa a tappe più importante del mondo. Almeno cinque campioni partono per vincerla: Vincenzo Nibali, primo sui Campi Elisi un anno fa; Nairo Quintana, che nel 2014 dominò il Giro d’Italia, primo colombiano della storia; Chris Froome, forse il favorito numero uno di questa edizione; Purito Rodriguez, indicato proprio da Nibali come possibile rivelazione; e certamente non ultimo Alberto Contador, che dopo essersi portato a casa il Giro punta a una doppietta che riuscì l’ultima volta a Marco Pantani nel 1998. Per cinque corridori che puntano a vincere - ma non si escludono sorprese - ecco invece dieci corridori che il Tour non lo vinceranno di sicuro. Per più di un motivo.

 

 

1 - Adam Yates: l’inglese nasce pistard, eppure l’Orica crede nelle due qualità di scalatore e lo porta per fare classifica. A questi livelli non si è mai visto. Corse vinte: nessuna.

 

 

2 - Simon Yates: uguale al suo fratello gemello (vedi sopra), solo con qualche vittoria nel palmarès.

 

 

3 - Richie Porte: il tasmaniano è stato per la prima metà dell’anno il corridore fenomeno del 2015. Aveva vinto tutte le corse a cui aveva partecipato. Si è presentato al Giro d’Italia mettendosi fra i favoriti, ma ha inanellato figuracce su figuracce. Memorabile soltanto il motorhome nel quale dormiva, parcheggiato fuori dall’albergo dei compagni, con tanto di guardie del corpo. Dopo il Giro, l’Uci ha cambiato regolamento: si può dormire soltanto negli hotel messi a disposizione dall’organizzazione. Al Tour in ogni caso il motorhome sarebbe toccato a Froome: lui farà soltanto il gregario.

 

 

4 - Adam Hansen: ovvero highlander. È dalla Vuelta del 2011 che corre tutti e tre i grandi giri (Giro d’Italia, Tour de France e, appunto, Vuelta) arrivando sempre in fondo. In questo mondo di specialisti, dove la forma si tiene per tre-quattro mesi l’anno, è un fenomeno da studiare.

 

 

5 - Adriano Malori: se Nibali si è appena confermato campione italiano su strada, lui ha appena rivinto il titolo a cronometro. Un’altra differenza: Vincenzo punta al bis in classifica generale, il ragazzo di Parma al massimo può sperare alla prima maglia gialla. Poi più.

 

 

6 - Fabian Cancellara: l’uomo del pavé proverà a prendere la maglia gialla, il primo giorno o comunque nella prima settimana, grazie agli abbuoni. Ma anche se è un campionissimo, non può pensare di vincere un grande giro. Eppure, scommettiamo che conoscete lui e non il leader della sua squadra, Bauke Mollema? Indovinato.

 

 

7 - Reinardt Janse Van Rensburg e Jacques Janse Van Rensburg: nonostante siano nella stessa squadra (la MTN-Qhubeka, prima squadra africana a correre il Tour) e abbiano lo stesso cognome (e che cognome…) non sono neanche parenti.

 

 

8 - Greg Van Avermaet. Il belga si è chiamato fuori da solo: «Resto in corsa di sicuro fino alla cronosquadre, poi si vedrà. Andiamo avanti giorno per giorno». La verità è che ha promesso alla sua Ellen che le sarà vicino quando nascerà il loro bambino. La data prevista per il parto è domenica 26 luglio, il giorno dell’ultima tappa. Ma se il bimbo avesse fretta…

 

 

9 - Filippo Pozzato. L’ultima corsa l’ha vinta proprio in Francia, ma era il primo settembre 2013. Torna al Tour dopo sei anni, la sua miglior classifica l’ha avuta nel 2008, quando fu sessantasettesimo a Parigi. Nel suo curriculum però ci sono due successi di tappa alla Grande Boucle: nel 2004 a Saint Brieuc e nel 2007 a Autun.

 

 

10 - Lars Boom, Jakob Fuglsang, Andriy Grivko, Dmitriy Gruzdev, Tanel Kangert, Lieuwe Westra e Rein Taaraamae. Perché? Perché devono fare i gregari di Nibali.

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