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Vetrate a rischio, la chiesa di San Martino a Piazza Brembana ha bisogno di aiuto

Le artistiche policromie della chiesa gotica rischiano di crollare al suolo. Servono 23.000 euro per tamponare il problema

Vetrate a rischio, la chiesa di San Martino a Piazza Brembana ha bisogno di aiuto
Val Brembana e Imagna, 17 Gennaio 2020 ore 16:14

di Giambattista Gherardi

È la chiesa parrocchiale di due comuni, Piazza Brembana e Lenna, per un totale di poco superiore ai 1800 abitanti. Una vera e propria icona per chi vive in Alta Val Brembana “oltre la Goggia” (toponimo richiamato anche nel nome della parrocchia), ora al centro di un’emergenza. Le vetrate policrome dell’antica chiesa di San Martino sono a rischio e nonostante (a livello economico) i tempi non siano dei migliori, è necessario correre con urgenza ai ripari.

L’allarme è scattato nelle ultime settimane per voce del parroco don Andrea Mazzoleni, già direttore del Centro Missionario Diocesano e dallo scorso ottobre arciprete a San Martino. «Le otto vetrate policrome – spiega don Mazzoleni citando la dettagliata relazione tecnica che ha pubblicato anche sul notiziario vicariale – collocate lungo il prospetto sud e ovest della chiesa, presentano deformazioni, distacchi e criticità, con quello che gli esperti definiscono un elevato stress meccanico tra struttura muraria e telaio della vetrata. Ciò ha portato al disgregamento degli intonaci e delle malte in più punti, soprattutto nelle vetrate poste a sud dove i forti venti insistono maggiormente». In parole povere è necessario intervenire tempestivamente, per evitare danni e pericoli. Non tanto per risolvere il problema alla radice (i costi sarebbero decisamente esorbitanti), quanto per tamponare la situazione e mettere in sicurezza la chiesa.

«Viste le criticità riscontrate, – scrivono infatti i tecnici – in attesa della predisposizione di un progetto di restauro delle otto vetrate che possa restituire dignità e funzionalità ai manufatti architettonici, si evidenzia la necessità di predisporre interventi provvisori atti ad eliminare la possibile caduta rovinosa a terra di piccole parti lignee e tessere vitree che potrebbero compromettere la sicurezza dei fruitori dell’edificio. Le opere provvisionali interne, saranno costituite da un telaio realizzato in legno di abete color noce scuro, formato da traverse longitudinali, ritti e centine in cui troverà alloggio il ferma-vetro che fisserà le lastre in policarbonato. Alla base del telaio una tavola lignea rimovibile permetterà l’ispezione in divenire del manufatto e la rimozione di eventuali elementi (insetti frammenti lignei, vitrei murari). Esternamente, una rete a maglie fitte in acciaio completerà l’intervento».

Complessivamente, le vetrate policrome della chiesa di San Martino Oltre la Goggia sono sedici, con la vetrata maggiore che svetta (alta 5,88 metri e larga 2,33 metri) sopra la porta d’ingresso. Risulta impreziosita da dettagli decorativi lignei di tipo floreale, unici nel proprio genere. Le due vetrate laterali (anch’esse a sesto acuto lanceolato) sono alte “solo” 5,46 metri e larghe 1,38 metri.

Ogni dettaglio e ogni colore hanno un profondo significato artistico ed un intrinseco richiamo liturgico, come le tre grandi vetrate rivolte ad ovest con la predominanza delle cromie degli azzurri, dei blu e dei viola a simboleggiare penitenza, sacrificio, dolore e speranza (Avvento, Quaresima). L’intreccio di colori caldi e freddi sono evidenti nella vetrata centrale dove le tonalità blu/violacee si alternano a tessere vitree gialle/oro e a macchie rosso fuoco, simboleggianti amore, ardore e sangue (Pentecoste e Martirio). La luce filtrata, variando a seconda delle ore del giorno e delle condizioni atmosferiche esalta lo splendore delle vetrate e impreziosisce attraverso le ombre proiettate l’interno della chiesa.

Per i fedeli di Piazza Brembana e Lenna le vetrate rappresentano oltre che un valore artistico anche un segno luminoso di affettuosa devozione. «L’intervento di emergenza è programmato a giorni – aggiunge don Andrea – e costringerà la parrocchia a un impegno superiore ai 23.000 euro. Confidiamo nel lavoro degli esperti, e, perché no, in quello della Divina Provvidenza». Chi ha orecchie per intendere…

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