Per adesso solo in Inghilterra

Vi dimenticate sempre la pastiglia? Tranquilli, ora ve la ricorda un sms

Vi dimenticate sempre la pastiglia? Tranquilli, ora ve la ricorda un sms
19 Dicembre 2014 ore 11:42

Una volta tanto un messaggio ricevuto sul telefonino potrebbe essere terapeutico, ovvero contribuire in parte al buon esito della cura. Uno dei maggiori problemi è infatti far comprendere ai pazienti l’importanza dell’adesione al trattamento proposto, spesso dimenticato, ancora più di frequente interrotto, con tutte le possibili implicazioni che questo comporta. Ma uno studio condotto dalla Queen Mary University di Londra, in Inghilterra, e pubblicato sulla rivista PLoSOne, sembra prospettare una soluzione intelligente e a basso costo per risolvere questa voluta smemoratezza farmacologica.

Lo studio. Si chiama Interact ed ha coinvolto più di 300 pseudo-malati a cui era stato impostato un regime terapeutico con farmaci antipertensivi (contro la pressione alta) o per abbassare e tenere sotto controllo il colesterolo. Scopo dello studio era quello di valutare se l’invio di un messaggino ad hoc sul cellulare, considerando che ormai tutti ne hanno uno, potesse migliorare l’uso dei medicinali e l’adesione alla cura in due patologie, la pressione e il colesterolo alti, che, se mal trattate o difficilmente tenute sotto controllo, possono portare ad attacchi di cuore e ictus. Due condizioni che, fra l’altro, rappresentano le più comuni cause di morte in tutto il mondo.

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Tornando al problema originale di mancata adesione alla cura, si stima infatti che, in linea generale, circa un terzo delle persone in cura non assume correttamente i farmaci e non segue le prescrizioni ricevute, riducendo da un lato i potenziali benefici del trattamento e, dall’altro, aumentando i costi sanitari in termini di medicinali sprecati e di malattie evitabili o prevenibili. Con motivazioni diverse: semplice dimenticanza nei confronti dell’appuntamento con la pastiglietta quotidiana, interruzione della cura per l’incertezza sui benefici del trattamento o il timore di eventuali effetti collaterali in corso d’opera.

I risultati dello studio. I pazienti sono stati divisi casualmente in due gruppi, di cui solo una parte riceveva un sms periodico di promemoria per l’assunzione della pillola. Il tutto con cadenza quotidiana e per un periodo di due settimane, poi a giorni alterni per altre due e infine ogni settimana per 6 mesi. Intanto, i pazienti che non ricevevano o non avevano risposto al messaggio, sono stati contattati telefonicamente.

 

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In conclusione, nel gruppo che non aveva usufruito del servizio sms, il 25 percento ha abbassato l’attenzione terapeutica, interrompendo completamente la cura o raggiungendo meno di quattro quinti del trattamento prescritto, contro solo il 9 percento dei destinatari dell’sms terapeutico. A detta dei ricercatori, i risultati dello studio dimostrerebbero che i messaggi di testo sono utili e possono dare un aiuto significativo nel migliorare la compliance, ovvero l’adesione al trattamento in modo semplice ed efficace.

In Italia. Il messaggio terapeutico intelligente da noi non c’è ancora. In attesa che arrivi, una corretta informazione sui medicinali, i loro effetti e benefici è già attiva: esiste infatti un’app pensata dall’AIFA, l’Agenzia Italiana del Farmaco, dedicata alla Banca Dati Farmaci e contenente il prontuario professionale completo, ovvero tutti i farmaci disponibili in commercio e fuori commercio, compresi quelli ospedalieri. Affidabile, veloce, facile da usare, sempre aggiornata e in continuo miglioramento.

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