Cronaca
Alcuni di loro hanno pagato con la vita

Vittorio Fera e gli attivisti dell'Ism La lotta non violenta per la Palestina

Vittorio Fera e gli attivisti dell'Ism La lotta non violenta per la Palestina
Cronaca 01 Settembre 2015 ore 10:50

Rachel Corrie e Vittorio Arrigoni sono i suoi due membri più famosi. Entrambi sono stati uccisi, la prima dall’esercito israeliano, il secondo da un gruppo estremista salafita, dopo essere stati in Palestina a collaborare per la pace. I due erano membri dell’Ism, l'International Solidarity Movement, un’organizzazione senza scopo di lucro e non violenta che si pone l'obiettivo di sostenere la causa palestinese nel conflitto israelo-palestinese.

 

 

Vittorio Fera. Uno dei suoi membri è anche Vittorio Fera, l’attivista 31enne arrestato (e successivamente rilasciato su cauzione) dall’esercito israeliano venerdì in Cisgiordania. Secondo i presenti e secondo l’ISM stava filmando l’attacco di un soldato nei confronti di un 12enne con un braccio ingessato. Nel video, che in rete è diventato virale, si vede il militare armato che rincorre il ragazzino e quando lo raggiunge lo immobilizza. Il ragazzino piange, urla, chiede aiuto. Arrivano alcune donne che cercano di fermare il soldato, che dopo aver fatto resistenza, dopo un po', se ne va lasciando il bambino. Secondo Israele Fera stava attaccando i soldati israeliani durante la manifestazione in difesa del ragazzino e stava lanciando pietre. Un gesto che, per effetto di una legge recentemente approvata, viene punito con il carcere.

 

https://youtu.be/zqqva1sW2mM

 

Cosa fanno gli attivisti Ism. Come Vittorio Fera in Palestina ci sono moltissimi attivisti, che ogni giorno si danno da fare per dare il loro sostegno alla causa palestinese. Le loro storie vengono riportate dai giornali solo quando vengono arrestati, espulsi dal Paese, feriti da qualche proiettile sparato dall’esercito israeliano durante le manifestazioni. I detrattori del movimento sostengono che gli attivisti dell’Ism difendono a spada tratta solo le ragioni palestinesi e che vedono in Israele l’unico responsabile dei conflitti di tutto il Medio Oriente. Addirittura, si scrive che l'Ism si opporrebbe alla soluzione dei due Stati. In realtà, se si ascoltano le voci di questi attivisti ci si renderà conto che nessuno di loro mette in dubbio l’esistenza dello stato di Israele e il suo diritto a esistere. Semplicemente contestano l’occupazione della Cisgiordania e si oppongono al sionismo nella piega che ha preso nel corso degli anni, un concetto lontano dal sionismo delle origini.

Cos’è l’Ism. L’International Solidarity Movement è stata fondata nel 2001 da un gruppo di militanti palestinesi e israeliani che si battono contro l'occupazione dei Territori. Dell’organizzazione fanno parte persone di ogni nazionalità, unite dall’ideale di supportare la causa palestinese partecipando in prima persona con atti di protesta non violenti contro l’esercito israeliano in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza. Oppure, facendo gli scudi umani a protezione dei contadini che raccolgono i frutti della loro terra o dei bambini che vanno a scuola sotto una pioggia di sassi lanciata dai coloni. Alla base delle convinzioni dell’Ism c’è il concetto di non prendere posizione nei confronti dei vari partiti o governi palestinesi.

Rachel Corrie. Proprio la Striscia di Gaza è stata la tomba dei due attivisti Ism più famosi. In principio fu Rachel Corrie, una ragazza americana assassinata il 16 marzo 2003. Aveva 23 anni ed è stata schiacciata da una ruspa israeliana mentre armata di megafono e giubbotto arancione tentava di evitare che il mezzo demolisse l'abitazione di un medico palestinese. L’esercito israeliano nella Striscia la descrisse come una persona «ille­gale, irre­spon­sa­bile e peri­co­losa». Erano gli anni clou della seconda intifada, quella degli attentati kamikaze da parte dei palestinesi su obiettivi civili israeliani, e le conseguenti repressioni ferocissime. Era l’anno in cui ci fu l’assedio alla Basilica della Natività a Betlemme, e in cui venne costruito il Muro di separazione tra Israele e Palestina. I genitori, dopo la morte di Rachel avviarono una causa civile contro lo Stato israeliano, accusandolo di essere responsabile dell’uccisione della figlia e di non aver condotto un’indagine credibile. Perché Israele ha classificato la morte di Rachel come un incidente. A nulla sono valse le pressioni fatte dall’ambasciatore americano in Israele. Un magistrato, dopo quasi 10 anni di battaglie legali, lo definì di un deplorevole incidente da lei stessa provocato.

Vittorio Arrigoni. L’attivista Ism italiano più famoso è Vittorio Arrigoni, che a Gaza in particolare è considerato un eroe. I palestinesi non mancano occasione per ricordarne l’umanità e il suo amore per quella terra. Era un pacifista, e scrivendo da blogger era riuscita a raccontare al mondo la ferocia della guerra e dell'occupazione israeliana a Gaza. A lui hanno dedicato scuole e asili nella Striscia. La Palestina, da Betlemme a Ramallah è tappezzata di murales con il suo volto. A quasi sei anni di distanza dalla sua morte Vik, come era conosciuto, è diventato uno dei simboli della resistenza per tanti in quella terra. Nel 2009, durante l’Operazione Piombo Fuso, decise di rimanere a Gaza e divenne l’unico reporter internazionale sul campo. Le sue cronache si concludevano sempre con l’esortazione a “restare umani”, stay human. Aveva 36 anni quando lo trovarono impiccato il 15 aprile 2011, poche ore dopo essere stato preso in ostaggio dalla cellula salafita che reclamava la liberazione dei propri compagni incarcerati da Hamas. Nel 2012 la corte militare di Gaza ha condannato all’ergastolo Mahmoud Salfiti e Tamer al-Hasasna, membri di una cellula salafita attiva nella Striscia. L’anno seguente la pena fu commutata in appello in 15 anni di carcere.

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