Regina del mercato auto

Volkswagen ha sorpassato Toyota ma in realtà hanno frenato tutte

Volkswagen ha sorpassato Toyota ma in realtà hanno frenato tutte
29 Luglio 2015 ore 13:30

Era un sorpasso atteso per il 2018, ma invece è accaduto ciò che nemmeno il più incallito degli ottimisti avrebbe mai potuto prevedere: con ben tre anni di anticipo, Volkswagen si è presa lo scettro di regina del mercato automobilistico, superando la detronizzata Toyota per quanto riguarda le vendite di questi primi sei mesi di 2015. Un gioia a metà per l’azienda tedesca di Wolfsburg, poiché il sorpasso non è arrivato grazie ad un’impennata dei ricavi, ma semplicemente perché Volkswagen è riuscita a controllare la contrazione delle vendite, che sta coinvolgendo l’intero mercato automobilistico, meglio che la casa giapponese rivale. Per questo motivo, la certezza che il primato possa essere mantenuto fino a fine 2015 è tutt’altro che assodata.

 

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Cala la Cina ma sale l’Europa. Un mercato in calo, dunque, in cui Volkswagen è riuscita tutto sommato a limitare i danni, vedendo il proprio giro di vendite perdere complessivamente lo 0,5 percento, rispetto all’1,5 di Toyota. Sempre ragionando sui numeri generali, in questi primi sei mesi dell’anno VW ha visto uscire dai propri concessionari 5,04 milioni di veicoli, a fronte dei 5,02 della casa giapponese: un’inezia, 20 mila macchine di differenza, che però ha sancito lo storico sorpasso. Più nel dettaglio, Volkswagen ha dovuto fare i conti con un sensibile calo di vendite in Oriente, soprattutto in Cina, dove il mercato automobilistico ha visto negli ultimi due anni una contrazione generale del 3,2 percento, costringendo molte case, su tutte General Motors e appunto VW, a ridurre i prezzi delle vetture per tentare di rimanere a galla, al contrario di Toyota che invece si è mantenuta su buoni standard di vendita. A controbilanciare il pessimo saldo cinese ci ha però pensato il Vecchio Continente, in cui Volkswagen ha ottenuto ottimi risultati negli ultimi mesi: il +6 percento fatto registrare in Europa è il tasso di incremento più alto da cinque anni e mezzo, mentre Toyota, qui, resta parecchio staccata. Buoni, ma non quanto sperato, i numeri degli Stati Uniti, dove l’incremento del 4,4 percento di VW soddisfa solo in parte gli alti gradi di Wolfsburg.

 

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Disastri in varie parti del mondo, eppure… Sia tedeschi che giapponesi, invece, hanno avuto grosse difficoltà proprio in terra nipponica: dalle parti di Tokyo, infatti, le consegne sono scese dell’8,2 percento per i marchi Toyota, e del 13 percento per Daihatsu (altro brand del gruppo), a fronte del -17 percento della Volkswagen, che rischia, per la prima volta in 16 anni, di scivolare alle spalle di Mercedes-Benz tra le auto straniere più importate in Giappone. Discorso tutto a parte merita l’Europa orientale, specie per quanto riguarda la Russia: complessivamente, si tratta di zone che hanno visto un crollo di più dell’11 percento per Volkswagen, con l’incredibile picco negativo del 40 percento nelle terre di Putin. Male anche in Sud America, con un calo del 22 percento che non ammette repliche. Ma nonostante alcune zone del mondo in cui ci si dovrà davvero inventare qualcosa di straordinario per conquistare i mercati locali. Volkswagen può festeggiare alla sua prima volta da regina dell’automobile.

Nessun facile entusiasmo. A Wolfsburg però, con proverbiale glacialità tutta teutonica, non hanno certo stappato champagne per festeggiare questo primato, poiché i problemi sono decisamente più rilevanti dei motivi di giubilo. Christian Klinger, responsabile vendite di Volkswagen, commentando a caldo la notizia del sorpasso, si è limitato a sottolineare come «nemmeno un’azienda come la nostra è immune dal calo del trend in Cina, e le situazioni di Sud America e Russia restano ancora particolarmente tese». Spazio per festeggiare, insomma, non ce n’è. E come dar torto a Klinger, d’altra parte: come detto, si tratta di una prima posizione raggiunta non a suon di auto vendute, ma solo perché i danni sono stati limitati in maniera più efficace di quanto abbia fatto Toyota, o in generale qualsiasi altra casa automobilistica. Occorre capire dove stia l’inghippo, e intervenire il prima possibile, anche perché, come ha dichiarato Clive Wiggins, analista del mercato automobilistico, «nessuno si aspettava, ad inizio anno, uno stallo di mercato del genere».

 

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