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WikiMafia, quando la lotta si fa organizzando tutte le informazioni

WikiMafia, quando la lotta si fa organizzando tutte le informazioni
02 Febbraio 2018 ore 09:15

«WikiMafia nasce dalla passione e dalla volontà di riscatto di due giovani che non si rassegnano al declino culturale, politico e morale di questo Paese». È questa la spinta alla base di una delle associazioni più significative dell’attuale panorama dell’antimafia lombarda.

Cos’è WikiMafia. L’avventura di Wikimafia inizia nel 2013 con la nascita della prima enciclopedia online totalmente dedicata al fenomeno mafioso. I fondatori sono Pierpaolo Farina, ideatore del progetto e allora studente di Scienze Politiche presso l’Università Statale di Milano, e Francesco Moiraghi, giovane liceale con una solida conoscenza in materia. L’obiettivo di WikiMafia era ed è chiaro: far conoscere la mafia. Ovvero: descriverne i meccanismi e analizzarne i personaggi, raccontare gli eventi e i processi giuridici che hanno portato alla definizione della sua storia. «Nessuno può combattere un nemico senza prima conoscerlo» spiega Pierpaolo Farina «e noi stiamo cercando di fare in ambito accademico ciò che Rocco Chinnici aveva progettato in ambito giudiziario con il pool antimafia: organizziamo le informazioni sul fenomeno mafioso».

 

 

L’enciclopedia è una risorsa libera, gratuita e indipendente. Le persone che collaborano alle voci sono una ventina e risiedono in diverse parti d’Italia; tra loro, oltre a un buon numero di studenti universitari, anche qualche liceale: è significativo l’impegno delle nuove generazioni. Il lavoro da fare è tanto ma la motivazione non manca: è necessario «Contrastare le Mafie sul loro terreno, quello del monopolio dell’informazione, demolendo quegli stereotipi che per anni hanno trovato terreno fertile nella memoria storica e collettiva popolare», si legge sul sito. Fornire una visione lucida del fenomeno mafioso è fondamentale per riparare a una comune mancanza di consapevolezza: quella che riguarda la portata e l’effettivo ruolo delle mafie nel presente e nel passato dell’Italia e non solo.

Le altre attività. WikiMafia è diventata una vera e propria associazione con base a Milano. Tra le sue attività anche una serie di incontri aperti al pubblico: le informazioni in questo caso vengono trasmesse direttamente da testimoni dell’antimafia. Tra gli ultimi ospiti, ad esempio, Leonardo Guarnotta, membro del pool antimafia insieme a Falcone e Borsellino, e Giacomo Panizza, prete bresciano che vive in Calabria, fondatore della comunità Progetto Sud.

Altro progetto ideato da Wikimafia è stato MafiaMaps, un’applicazione che vuole essere la prima enciclopedia geografica sul fenomeno mafioso. La struttura dell’app prevede diverse mappe tematiche: “Mappa organizzazioni mafiose” fornisce informazioni sul fenomeno mafioso in Italia, “Mappa movimento antimafia” mostra la presenza di iniziative e associazioni antimafia sul territorio, “Mappa news” informa in tempo reale sui fatti di mafia in un determinato territorio. La realizzazione completa dell’app era prevista per la primavera del 2016 ma la società responsabile dello sviluppo informatico e della gestione dei contenuti è venuta meno agli impegni presi. Il progetto è fermo, ma solo provvisoriamente: WikiMafia non ha alcuna intenzione di rinunciare.

 

 

L’impegno quotidiano. Le idee e l’impegno di Wikimafia sono state portate lo scorso novembre agli Stati Generali della Lotta alle Mafie, dove Pierpaolo Farina è stato chiaro: «Siamo convinti che la mafia si combatte anche con la pistola ma si sconfigge solo con la cultura. Per la lotta alla mafia bisogna studiare e c’è bisogno che lo facciano tutti» e «in questa battaglia noi giovani ci siamo perché siamo stanchi di sentirci dire che ce ne dobbiamo andare da questo paese, sono loro che se ne devono andare!».

Informarsi sulla mafia. Pierpaolo Farina consiglia ai giovani tre libri «fondamentali»: Cose di Cosa Nostra di Giovanni Falcone, La convergenza di Nando Dalla Chiesa e Storia dell’Italia mafiosa di Isaia Sales. Per conoscere dal vivo WikiMafia, invece, il prossimo appuntamento sarà lunedì 5 febbraio alle 18, presso la Sala Lauree della facoltà di Scienze Politiche dell’Università Statale di Milano. Verrà presentato il libro Guardare la mafia negli occhi e saranno presenti Elia Minari, autore del libro, Alessandra Dolci, procuratore aggiunto a capo della Direzione Distrettuale antimafia di Milano e Nando dalla Chiesa, professore di Sociologia della Criminalità Organizzata presso l’Università Statale di Milano.

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