Gli Usa: «Avvertiti un'ora prima dell'attacco»

La Russia ha attaccato in Siria

La Russia ha attaccato in Siria
30 Settembre 2015 ore 15:54

Sono cominciati i raid della Russia sul suolo siriano, stando almeno a quanto riportato dalle agenzie di stampa, che citano funzionari del governo statunitense e fonti della stampa americane. Questa mattina il parlamento di Mosca aveva espresso all’unanimità voto favorevole alla richiesta del presidente Putin di usare la forza militare in Siria, per combattere il terrorismo come da richiesta di Assad, e poco dopo si sarebbero alzati in volo i primi jet russi da Latakia. A dare notizia dell’approvazione è Russia Today.

 

 

Stando a quando ricostruito dagli Stati Uniti, è la Siria ad aver dato indicazioni all’esercito del Cremlino sui luoghi da bombardare: da Mosca sarebbe stata data informazione delle azioni al Pentagono, onde evitare sovrapposizioni e fraintendimenti con l’alleanza internazionale che già sta combattendo l’Isis. I primi obbiettivi ad essere colpiti sono stati a nord di Homs, vicino al confine con il Libano, e Hama, poco più a Nord, aree controllata dai ribelli (anche quelli appoggiati dagli Stati Uniti), e dal Fronte al Nusra, il gruppo che rappresenta Al Quaeda in Siria. Il governo russo ha confermato i bombardamenti, ma ha detto di avere colpito postazioni dell’Isis. Stando all’osservatorio siriano per i diritti umani ci sarebbero già 27 vittime, di cui 6 bambini. Su internet circolano alcuni video postati da utenti di lingua araba, che mostrano gli effetti distruttivi di quelle che, appunto, si presume siano state le prime offensive russe in Siria.    

 

La Bbc cita una fonte della difesa americana: «Un ufficiale russo a Baghdad questa mattina ha informato l’ambasciata americana personalmente, sul fatto che l’aviazione russa avrebbe cominciato oggi le sue missioni aeree anti Isis sopra la Siria. Ha inoltre richiesto che l’aviazione americana eviti lo spazio aereo siriano nel corso di queste missione. Stando invece alle parole di Serghiei Ivanov, capo dell’amministrazione presidenziale di Mosca, l’intento del Cremlino è quello di usare unicamente forze aeree, progetto confermato anche da Vladimir Putin: niente operazioni di terra, ma solo attività temporanee.

 

 

Anche secondo il Telegraph, ad essere stato colpito non è lo Stato Islamico, bensì il gruppo di riconquista Jaish al-Fatah, armata di ribelli (cui appartengono anche i qaedisti di al-Nusra) che minaccia più da vicino Latakia e il cuore del regime siriano. Sempre secondo la testata britannica un altro obbiettivo sarebbe “Tajamou’ Al-Izza”, gruppo che considera parte della Free Syrian Army. Se questa versione fosse confermata significa che la Russia, che aveva giustificato il suo possibile intervento con la volontà di stroncare il terrorismo, sta operandi innanzitutto per mantenere Assad al potere, da sempre alleato forte di Mosca, colpendo anche i gruppi ribelli che da anni combattono il rais. Due giorni fa Putin aveva parlato all’Assemblea delle Nazioni Unite della necessità di una trattativa fra Assad e i ribelli e di formare una coalizione per combattere l’Isis. Accusato da Obama di «violare il diritto internazionale e sostenere tiranni come Assad», aveva risposto per le rime imputando agli Usa di sostenere i ribelli e indirettamente lo stesso Stato Islamico: «L’Isis non è nato dal nulla – aveva detto Putin -. Chi arma i ribelli, gioca e manipola i terroristi, sbaglia. Vi siete resi conto di quello che hanno combinato in Medio Oriente e nel Nord Africa?».

 

https://youtu.be/jeL1kdtrnQg

 

 

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