In dubbio le comparazioni del Ris

Yara, il vero processo inizia ora La difesa “smonta” la prova del dna

Yara, il vero processo inizia ora La difesa “smonta” la prova del dna
Cronaca 05 Febbraio 2016 ore 03:00

C’è qualcosa che non va nella traccia di dna isolata sugli slip di Yara. Lo ha sostenuto ieri Marzio Capra, ex Ris e super consulente della difesa di Bossetti. Quella che per l’accusa (e per Giorgio Portera, consulente di parte civile) è una traccia che contiene il modo “inequivocabile” il profilo del muratore, per Capra è un campione che non dà certezze. Anzi contiene, secondo lui, addirittura un dna mitocondriale di un misterioso Ignoto 2. Quello dell’imputato invece non c’è, ed è acclarato. Secondo i consulenti della procura i motivi possono essere diversi (degradazione in primis), ma per Capra «non ci sono spiegazioni scientifiche». Punto su cui concorda l’altro pezzo da novanta ingaggiato dalla difesa, la professoressa Sarah Gino, genetista dell’Univerità di Torino, già consulente di Amanda Knox a Perugia.

Conclusione: il profilo non può essere attribuito a Bossetti, semplicemente perché manca un “pezzo”. Capra è andato giù duro e ha stroncato le comparazioni genetiche del Ris parlando in alcuni casi di «esiti schifo». La pm Letizia Ruggeri ha incassato, chiedendo qualche giorno di tempo per preparare il controesame. Di sicuro, stavolta non potrà partire attaccando le competenze di Capra. Che è un genetista di fama indiscussa. Docente alla Statale, fu consulente della famiglia Poggi nel processo a Stasi e investigò anche sulle Bestie di Satana. Il vero processo inizia adesso.

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