Il punto della Regione

Zona rossa in Val Seriana: «Evidente incremento dei casi. Si sta valutando»

Zona rossa in Val Seriana: «Evidente incremento dei casi. Si sta valutando»
Val Seriana, 03 Marzo 2020 ore 18:46

Torna ad aleggiare sulla Val Seriana lo spettro della “zona rossa”. La conferma è arrivata nel corso della consueta conferenza stampa indetta da Regione Lombardia a Milano per fare il punto sulla situazione dell’epidemia da Covid-19. «Per quanto riguarda l’area tra Alzano e Nembro abbiamo inviato i dati all’Istituto superiore di sanità e abbiamo parlato poco fa con il presidente Silvio Brusaferro – ha precisato l’assessore regionale al welfare Giulio Gallera -. E’ evidente il forte incremento di casi positivi nella Val Seriana. Per questa ragione abbiamo chiesto all’Iss di fare una valutazione e suggerire al Governo e a noi la migliore strategia da adottare per evitare che il contagio si diffonda ulteriormente. La nostra scelta è quella di affidarci alle valutazioni dei medici».

In mattina Giovanni Rezza, direttore del dipartimento malattie infettive dell’Iss, intervenendo a Sky Tg24 Timeline, aveva evidenziato la necessità di valutare la rimodulazione e l’estensione della “zona rossa” anche nelle altre zone maggiormente colpite dalle infezioni. Attualmente si registrano 482 casi positivi nel lodigiano (primo focolaio accertato in Lombardia), mentre sono 372 quelli riscontrati nella Bergamasca. Tuttavia, ha spiegato l’assessore Gallera «a Bergamo le persone positive sono aumentate di 129 unità, mentre a Lodi di 98 soggetti. Si tratta del dato più altro di tutta la regione».

Secondo i dati forniti dalla Regione, al momento sono 1520 i pazienti risultati positivi al tampone; di questi 698 sono ricoverati in ospedale e 167 in terapia intensiva. Sono invece 461 le persone in isolamento domiciliare. «La patologia sta incrementando in maniera costante – ha commentato Gallera – è un elemento su cui stiamo lavorando». Purtroppo sono aumentate anche le vittime, salite nel corso della giornata a 55. Emergono però anche buone notizie: tra le persone dimesse risultano esserci anche il primario di Alzano ricoverato a Legnano e un ragazzo di Codogno originario della Valtellina e risultato positivo al test nei giorni scorsi.

L’assessore regionale al welfare è intervenuto anche in merito alla situazione riguardante l’ospedale di Seriate, individuato come presidio per il trattamento del Coronavirus. «Circa 50 operatori risultati positivi sono stati messi in quarantena e sono stati sostituiti con altri medici. In questi giorni stiamo recuperando macchinari, attrezzature e oltre 400 Cpap (macchinari per la respirazione assistita) che porteremo all’Asst Bergamo Est e ad altri presidi sanitari. Le persone che necessitano assistenza respiratoria aumentano di giorno in giorno ma con queste strumentazioni circa il 50 per cento dei pazienti non viene ricoverato nelle terapie intensive». Gallera ha anche riferito riguardo le condizioni di salute del bambino di un anno ricoverato al Papa Giovanni XXIII e risultato positivo al tampone. «Il piccolo respira autonomamente ed è in isolamento in patologia neonatale. E’ sotto osservazione ma non risulta particolarmente compromesso».

«Ribadiamo l’invito alle persone con più di 65 anni d’età di restare a casa, in quanto rappresentano la fascia più a rischio – ha sottolineato l’assessore Gallera -. Ieri (lunedì 2 marzo) abbiamo incontrato il Collegio di rappresentanza dei sindaci con cui abbiamo condiviso la necessità di mettere in campo tutte le misure necessarie affinchè le persone che rimangono a casa siano supportate nella quotidianità. Dobbiamo cercare di prevenire maggiormente i ricoveri nelle terapie intensive: è questo l’elemento critico che dovremo gestire. Per questa ragione abbiamo aumentato di 103 il numero dei posti letto disponibili in questi reparti e, ad oggi, ne contiamo 827 (di cui 593 messi a disposizione dal pubblico e 232 dal privato). Stiamo predisponendo ulteriori 50 posti nelle rianimazioni. Inoltre, il Ministero ci ha comunicato che potremo assumere già da metà marzo circa 350 infermieri neolaureati, anche prima della loro iscrizione all’Albo e stiamo proseguendo nel reclutamento dei medici in pensione. Infine, il Ministro della difesa Lorenzo Guerini ci ha informato che da domani saranno disponibili 14 medici e 20 infermieri dalla sanità militare».

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