Novità

I segreti di Teatro Donizetti, Sociale e Casa Natale (non solo per turisti)

Visite, tour e servizi di audioguide nei weekend di luglio e agosto per i due teatri e per l’edificio in Borgo Canale dove nacque il compositore

I segreti di Teatro Donizetti, Sociale e Casa Natale (non solo per turisti)
Cultura Bergamo, 02 Luglio 2021 ore 00:57

In questi ultimi giorni sta andando in scena il tripudio della riscoperta di un gioiello, per troppo tempo precluso alla città. Ma la chiusura era necessario, per rinverdire i fasti di un passato grondante fascino e storie. Proprio sull’onda dell’emozione suscitata dalla riapertura del Donizetti e del successo ottenuto da Donizetti On, visite audioguidate e immersive nella meraviglia del teatro restaurato, si è pensato di integrare e allargare questa proposta con l’apertura anche del Sociale e di Casa Natale nei fine settimana. «La sospensione delle attività di spettacolo durante il periodo estivi diventa così preziosa occasione per far vivere la storia e la magia di luoghi speciali, unici, depositari di memorie e valori che sono anche importante attrattiva per un turismo culturale in fase di ripresa», commenta Massimo Boffelli, direttore generale della Fondazione Teatro Donizetti.

Per tutti i weekend di luglio e agosto, a partire da sabato 3 e domenica 4 luglio e fino a sabato 28 e domenica 29 agosto, i tre luoghi resteranno aperti al pubblico, dando l’opportunità di conoscerli attraverso un’ampia offerta di visite e tour, nonché nuovi servizi di audioguide forniti al pubblico. Il fitto calendario, consultabile su teatrodonizetti.it/it/visite-e-tour, include anche i due ultimi appuntamenti con Donizetti On (domenica 25 luglio e domenica 29 agosto, anche in lingua inglese).

6 foto Sfoglia la gallery

«Visitando il Teatro Donizetti si possono scoprire, rimanendone inevitabilmente affascinati, i salottini dedicati a Maria Callas, a Emanuele Luzzati, alle regine donizettiane, i Saloni Nobili, quadrerie di specchi e gallerie della storia impreziosite da arredi storici - spiega Clelia Epis, referente dell’archivio storico della Fondazione Teatro Donizetti e curatrice delle nuove audioguide del Donizetti e del Sociale -. Anche il Teatro Sociale ha una sua storia importante, segnata anche da disavventure che nel corso del ‘900 lo hanno portato all’abbandono e al degrado, fino al restauro e alla rinascita dei primi anni 2000. Entrambi i teatri condividono con il visitatore le rispettive storie fatte di luci e di ombre: la narrazione delle audioguide è volutamente scorrevole, sempre verificata nei contenuti, con brevi blocchi di ascolto in modo che conoscenza, esplorazione e suggestione risultino mixate ed equilibrate a favore della godibilità dell’esperienza».

Le audioguide, con la voce narrante dell’attore bergamasco Maurizio Donadoni che fa da guida ai partecipanti a Donizetti On, consentono di avviarsi lungo un percorso che, nel caso del Teatro Donizetti, conduce alla rivelazione della bellezza della sala teatrale con le sue decorazioni e le innovazioni tecniche dei restauri del foyer storico e del Ridotto Gavazzeni, mentre per il Teatro Sociale si andrà alla scoperta di uno dei gioielli architettonici di CIttà Alta, con i suoi palchetti, il foyer storico e il Ridotto, anch’esso oggetto di un recente recupero.

La casa dove nacque Gaetano Donizetti è un edificio risalente all’epoca medievale: i Donizetti ne abitavano il seminterrato. Acquistata dal Comune di Bergamo nel 1925 e dichiarata monumento nazionale l’anno successivo, è stata affidata alla gestione della Fondazione Teatro Donizetti dopo il completamento del restauro nel 2009. La visita prevede l’accesso ai diversi ambienti d’interesse storico dell’edificio in modo tale da restituire una panoramica sulla vita del compositore bergamasco con accenni alle vicende legate al suo maestro Simone Mayr e al teatro. Di particolare interesse è il progetto Impronte Sonore, un viaggio sonoro nel passato, nelle voci e nei rumori ai tempi del piccolo Gaetano Donizetti. Per mezzo della registrazione con microfono binaurale, è stata creata una narrazione olofonica coinvolgente, capace di rievocare la quotidianità di un’umile famiglia dell’Ottocento e immergendo l’ascoltatore in ambientazioni sonore tridimensionali.