Un riconoscimento per il suo impegno a favore del dialogo e della pace, ma anche un’occasione per riflettere sul presente e sul futuro del Medio Oriente. Il cardinale Pierbattista Pizzaballa, 60enne originario di Cologno al Serio e Patriarca latino di Gerusalemme dal 2023, è stato insignito del Premio Limes al Teatro Sociale di Città Alta a Bergamo, dedicando la medaglia ai giovani palestinesi incontrati pochi giorni fa nella Striscia di Gaza.
Il ritorno nella Bergamasca
GUARDA LA GALLERY (3 foto)
Il Cardinale Pizzaballa con la madre Maria Tadini
Foto di gruppo alla Santa Messa del Cardinale Pizzaballa a Cologno al Serio
Il Cardinale Pizzaballa tra i giovani dell'Oratorio di Cologno al Serio
Nei giorni scorsi il Cardinale è tornato nella sua terra d’origine. Domenica 28 giugno ha celebrato la Santa Messa nella Chiesa Parrocchiale del paese in cui è cresciuto, accolto dall’affetto della comunità e dalla presenza della madre Maria Tadini nei primi banchi.
Lunedì ha poi fatto tappa all’oratorio di Cologno al Serio, sorprendendo i bambini e gli animatori del Cre “Bella Fra!”. Rivolgendosi ai più giovani ha ribadito un messaggio semplice ma profondo: «Ci sono tanti conflitti, tante guerre e tante situazioni difficili. Eppure “Pace e bene” resta qualcosa che vogliamo continuare a costruire nelle nostre relazioni con tutti».
Il Premio Limes

Sempre nella giornata di ieri la cerimonia si è svolta al Teatro Sociale di Città Alta, al termine di una giornata organizzata dalla Biblioteca Civica Angelo Mai e dalla rivista Limes, dedicata ai temi della geopolitica e del dialogo internazionale.
Dopo i saluti istituzionali della Sindaca Elena Carnevali e del Vicesindaco Sergio Gandi, il momento centrale è stato il dialogo tra il direttore di Limes Lucio Caracciolo e il Cardinale Pizzaballa, culminato con la consegna del Premio Limes per il Dialogo e la Pace.
Il Patriarca ha ammesso con ironia di essere sorpreso dai riconoscimenti ricevuti negli ultimi mesi. «Mi stupisce che un “pretastro” come me continui a ricevere premi laici», ha detto, ricordando anche la recente Legion d’Onore francese.
«Questo premio è per i giovani di Gaza»
Se dovesse dedicare il riconoscimento a qualcuno, per Pizzaballa non ci sono dubbi: «Ai giovani di Gaza. Li ho incontrati pochi giorni fa: circa 600 studenti, con un’età media di 22 anni. Ho trovato persone meravigliose, contrarie alla violenza e con un enorme desiderio di ricostruire il proprio futuro».
Un episodio lo ha colpito in modo particolare. «Quando ho ribadito che la Chiesa è contraria a qualsiasi forma di violenza, tutti si sono alzati in piedi ad applaudire. Non era affatto scontato».
«I palestinesi vogliono vivere con dignità»
Nel corso dell’incontro il cardinale ha invitato a superare stereotipi e semplificazioni. «I palestinesi pagano il prezzo di tante cose, anche dei loro errori, ma io parlo della gente comune, di persone che vogliono semplicemente vivere con dignità».
La sua maggiore preoccupazione riguarda il rischio che l’attuale situazione si cristallizzi senza una vera prospettiva di pace. «Temo che questa condizione, che non è né guerra né pace, diventi permanente e che non si arrivi mai a un accordo capace di avviare la ricostruzione».
«C’è un prima e un dopo Gaza»
Per Pizzaballa, Gaza rappresenta ormai molto più di un luogo geografico. «È diventata un simbolo, un segno dei tempi. Da una parte mostra fino a che punto può arrivare la violenza, dall’altra racconta la forza della società civile e delle nuove generazioni». Il Patriarca ha confessato che anche il suo modo di guardare il mondo è cambiato. «Per me c’è un prima e un dopo Gaza. Di fronte a tutto questo bisogna essere sé stessi, ma anche parlare con chiarezza, se si vuole essere onesti. E questo, a volte, ha un prezzo». Un prezzo che lui stesso dice di aver pagato. «Sì, alcune amicizie si sono interrotte».
Le speranze per il futuro
Parlando del conflitto israelo-palestinese, Pizzaballa non vede all’orizzonte figure carismatiche capaci di imprimere una svolta immediata al processo di pace. Tuttavia resta fiducioso che, con il tempo, possano cambiare le persone e il modo di affrontare il dialogo. Un pensiero particolare è stato dedicato ai giovani, sia palestinesi sia israeliani. «Vivono sfiducia verso le istituzioni, stanchezza e rabbia, ma anche una grande determinazione. Cercano qualcuno che li aiuti a trovare un senso».
Un evento che ha coinvolto la città
Grande soddisfazione è stata espressa anche dalla Biblioteca Civica Angelo Mai, che insieme alla rivista Limes ha promosso il Premio.
Gli organizzatori hanno sottolineato l’ampia partecipazione del pubblico agli appuntamenti dedicati alla geopolitica, dalla mostra cartografica di Laura Canali fino al dialogo con il cardinale al Teatro Sociale: «Aver ospitato il cardinale Pizzaballa nelle nostre sale – hanno concluso – è un momento che resterà impresso nella storia della Biblioteca».
Un altro premio per il Cardinale

Il sacerdote bergamasco ha ricevuto il Premio Limes a pochi mesi di distanza da quando, lo scorso venerdì 20 marzo, è stato insignito della prima edizione del premio internazionale “Pacis Nuntius”, promosso dall’Abbazia di Montecassino.