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"Luoghi del cuore"

La Basilica di Santa Giulia a Bonate Sotto è pronta a rinascere grazie al Fai

Il Fondo ha destinato un contributo di ben trentamila euro. I lavori di restauro conservativo del primo lotto, iniziati il 26 novembre, dovrebbero concludersi, salvo imprevisti, entro la fine di febbraio

La Basilica di Santa Giulia a Bonate Sotto è pronta a rinascere grazie al Fai
Cultura 11 Dicembre 2020 ore 17:05

La Basilica di Santa Giulia a Bonate Sotto, la leggendaria Basilica di Teodolinda, è pronta a ritornare al suo vecchio splendore. Gioiello romanico sconosciuto, da anni in attesa di essere recuperata e riscoperta, nel 2018 si è piazzata al tredicesimo posto nella classifica nazionale de “I Luoghi del Cuore” del Fai (Fondo Ambiente Italiano), seconda in Lombardia grazie ai 21.191 voti raccolti. Un traguardo storico, raggiunto grazie anche al supporto del comitato Santa Giulia La Basilica. Nel 2019 il Fai ha premiato per la seconda volta la Basilica, selezionandola tra i 27 luoghi da recuperare e classificandola al primo posto nella graduatoria, ex aequo con l’abbazia di San Michele Arcangelo in Lamoli nelle Marche.

Il Fondo ha destinato 30 mila euro all’avvio del progetto di restauro e di riqualificazione che trasformerà la Basilica in uno spazio dedicato alla cultura. Il primo lotto di lavori, che riguarda le operazioni d’urgenza di recupero strutturale, sarà completato grazie a un investimento di 140 mila euro da parte del Comune, derivanti da un contributo reginale del valore di 350 mila euro. «Non nascondo la soddisfazione dell’Amministrazione durante il sopralluogo per l’installazione del cantiere – sottolinea il sindaco Carlo Previtali -. Solo pochi anni fa era un sogno, ma la determinazione con cui si è perseguito l’obiettivo, ci permette oggi di viverlo come realtà. Un grazie a tutti i volontari e all’assessore che, con un grande gioco di squadra, hanno permesso di riscoprire e dare risalto a un luogo del romanico finora sconosciuto. Questo luogo trasmette ai visitatori sensazioni diverse: immersa nel verde dei campi in primavera, si erge sopra le coltivazioni di grano nel periodo estivo, mentre compare nella coltre di nebbia nelle giornate autunnali per risplendere quando il manto di neve la copre in inverno».

I lavori, iniziati il 26 novembre, dovrebbero concludersi salvo imprevisti entro la fine di febbraio. L’intervento del primo lotto si concentrerà sul restauro conservativo delle coperture, ossia del tetto a due falde e dei coni absidali, dei paramenti lapidei esterni e interni del corpo alto della Basilica, che rappresenta la fase più delicata e specialistica, oltre che del ridisegno dell’ingresso nord con la realizzazione di nuove soglie in pietra e una nuova cancellata che riprenderà il tema dell’intreccio presente nelle raffinate decorazioni dei capitelli romanici. Del grandioso edificio a tre navate, con absidi semicircolari e cinque campate, rimane soltanto parte del muro perimetrale, le tre absidi e la prima campata. La struttura architettonica della Basilica esibisce ancora oggi maestosità ed eleganza, ma l’attuale condizione di degrado e la precarietà della copertura dell’edificio, dei paramenti lapidei a vista e delle absidi condizionano pesantemente le possibilità di conservazione, utilizzo e valorizzazione della Basilica.

Il progetto per il recupero di Santa Giulia, promosso dal Comune di Bonate Sotto, è stato affidato alla direzione dell’architetto Gianluca Gelmini dello studio CN10 Architetti, che si era già occupato del restauro delle chiese bonatesi di San Giorgio e San Giuliano e che nel 2018 ha vinto il concorso per il ridisegno del Centro Piacentiniano di Bergamo. «La notizia dell’inizio dei lavori di restauro della Basilica di Santa Giulia concretizza tutto il lavoro e gli sforzi fatti finora sia dal Comune sia dai volontari, senza i quali, questo percorso, non sarebbe mai iniziato – commenta l’assessore alla cultura di Bonate Sotto Francesca Monzani -. Grazie alla partecipazione al censimento Fai il valore della nostra Basilica è radicalmente cambiato: una Basilica che, considerata fino a poco tempo fa come la semplice chiesa del cimitero, finalmente rivive una seconda vita ed è ora riconosciuta come una delle maggiori testimonianze dell’arte romanica in tutta la Lombardia».

«Le iniziative del Fai hanno una caratteristica unica – conclude Claudio Cecchinelli capodelegazione Fai di Bergamo – la conclusione di ogni progetto rappresenta sempre l’inizio di una nuova avventura. La Basilica di Santa Giulia è stata protagonista delle Giornate Fai d’autunno del 2017, il cui successo ha scaldato il cuore dei volontari che hanno partecipato con entusiasmo al censimento de I Luoghi del cuore del 2018, alla cui conclusione è parso inevitabile partecipare al bando dei progetti da finanziare nel 2019, e nel 2020 ecco partire i lavori di restauro. Il Comune e i volontari di Bonate Sotto sono testimonianza concreta che circuiti virtuosi nascono dall’amore per i luoghi, che nasce dalla loro conoscenza e dalla disponibilità a condividerli con tutti».