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In memoria

La bellissima nuova vita del cedro di Gandino: il video della mostra virtuale degli artisti

Si compie dopo due anni il progetto per dare nuova vita all'albero secolare abbattuto per malattia nel 2019. Artisti e scultori, ma anche i bambini delle scuole, hanno creato opere che resteranno nei luoghi sociali della comunità

Cultura Val Seriana, 17 Marzo 2021 ore 10:26

di Giambattista Gherardi

Un grande amico che ha visto scorrere per oltre un secolo la vita gandinese e che continuerà a vivere nei ricordi lignei di cui è stato generosa fonte. Giovedì 18 marzo, in coincidenza con la Giornata nazionale in memoria delle vittime del Covid, il Comune di Gandino presenta la video mostra virtuale dedicata al progetto Nuova Vita al Cedro e realizzata grazie al contributo di decine di artisti. Si tratta di opere realizzate negli ultimi due anni, da quando cioè fu abbattuto (il 15 gennaio 2019) il grande albero secolare (oltre 28 metri di altezza) del Parco Comunale Verdi di Gandino a causa malattia irreversibile.

La pianta, con un tronco di almeno un metro e mezzo di diametro, era stata colpita dall’armillaria mellea, un fungo che mina la solidità delle radici, rischiando di far vacillare e crollare il cedro in caso di eventi atmosferici di forte intensità, ahimè sempre più frequenti. Attraverso un’attenta analisi delle sezioni si è stimato che la messa a dimora del cedro nel Parco Verdi possa risalire ai primi decenni del XX Secolo, forse al termine del primo conflitto mondiale. Le operazioni di taglio erano state affidate alla cooperativa sociale Cantiere Verde, che ha sede a Cene e che già opera attivamente in Val Gandino, attraverso progetti legati alla sostenibilità ambientale e all’inclusione sociale. Il tronco principale è stato tagliato a un’altezza da terra di circa 3,5 metri, lasciando la parte basale da destinare a un’opera artistica e ludica.

Il Cedro secolare abbattuto a Gandino nel 2019

I tronchi delle branche primarie e secondarie, segati longitudinalmente da Cantiere Verde (con il coordinamento di Gualtiero Moreni e Giulio Visinoni) sono invece stati messi a disposizione di progetti sociali, storici e ambientali collegati alla vita di Gandino. Ecco allora che una parte cospicua delle assi è stata utilizzata per realizzare panche e tavoli di supporto ai progetti Sentiero delle Malghe sul Monte Farno e Sentiero del Bosco in località Valpiana, che valorizzano le aree montane gandinesi. La cooperativa I Sogni, che opera presso l’omonima casa di via Sotto gli Orti a Cirano, ha invece attivato i propri operatori e laboratori di falegnameria per la realizzazione di oggettistica, con un riconoscibile marchio impresso a fuoco.

«Durante le operazioni di taglio – spiega Matteo Caglioni della cooperativa I Sogni – abbiamo notato che i rami principali del cedro assumevano una forma che richiamava da vicino il simbolo universalmente noto delle prese usb in uso sui computer. Da qui l’idea di utilizzare un simbolo moderno, facilmente identificabile anche per i ragazzi, che da un lato rappresenti l’idea di memoria (chi non pensa a una chiavetta, moderna memoria digitale?) e dall’altro quella di “lunga vita” che affidiamo al cedro e ai suoi derivati. C’è un pensiero legato alla sostenibilità, al ciclo della natura e al riciclo, più in generale un senso positivo di condivisione e solidarietà».

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Il logo è stato presentato in occasione della Fiera di San Giuseppe del 31 marzo 2019. In quel giorno, centinaia di persone hanno assistito al taglio longitudinale del tronco da parte della ditta specializzata ticinese Boratt, con una partecipazione popolare motivata ed entusiasta.

Ora il progetto trova compimento, come detto, in una serie di opere artistiche, proposte (causa pandemia) attraverso una mostra video virtuale. «Il nostro invito a realizzare opere creative con parti del cedro ha avuto riscontri molto positivi – sottolinea Filippo Servalli, vicesindaco di Gandino – e ha coinvolto artisti locali, ma anche da fuori regione, nonché i ragazzi delle nostre scuole. Tutte le creazioni verranno collegate in diversi luoghi sociali gandinesi (municipio, scuole, materna, casa di riposo, museo, convento, caserma Carabinieri, ecc.) per ricordare per sempre il grande albero e dare “nuova vita” al cedro».

Le opere in mostra raccontano ciascuna storie e ispirazioni diverse. Ad aprire la presentazione c’è per esempio Senza titolo di Amir Bakhtiar, originario dell’Iran che vive a Torino. Ha creato un luminoso contenitore arrotondato, dalle venature eleganti e dal profumo intenso. Bakhtiar, coniugato con la nipote di un emigrato di Cirano di Gandino, si trovò a Gandino nel giorno del taglio del cedro e si interessò al progetto. Fra gli artistici c’è chi ha affidato al legno e al vetro decorato il proprio messaggio, come nel caso del Cedro musicale di Nives Marcassoli (Pavia) oppure chi, come Vanna Terenghi di Cazzano Sant’Andrea, ha utilizzato scarti industriali per far “rifiorire” il tronco tagliato. Ci sono scultori come Alessandro Roggerini di Casnigo che hanno ricavato l’anima nuda del legno scolpendo pregevoli statue.

Omar Pedretti, Dario Castelli e Luca Servalli hanno inciso la foto del cedro su un frammento del tronco. Sono gli stessi giovani di Valseriana 3D che in piena pandemia nel 2020 realizzarono decine di valvole salvavita per gli i caschi Cpap degli ospedali. Presente anche l’installazione Alzheimer di Ivano Parolini, che ha coordinato la mostra virtuale insieme al videomaker Diego Percassi. Una menzione speciale va riservata ai bambini della scuola primaria di Gandino, che con la gioia dei propri colori hanno dato entusiasmo al progetto. Il cedro avrà per sempre, anche nei loro occhi, una nuova vita.

Partecipano alla mostra: Amir Bakhtiar, Anna Maria Bertocchi, Matteo Caglioni, Floriano Franchina, Nives Marcassoli, Giusy Paladini, Ivano Parolini, Omar Pedretti-Dario Castelli-Luca Servalli, Claudio Piroli, Alessandro Roggerini, Anna Maria Rossi, Margherita Savoldelli, Vanna Terenghi, Antonia Zenoni e gli allievi della scuola primaria di Gandino.

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