L'impresa

L'uomo che vuole dare un nome a migliaia di militi ancora ignoti morti a Solferino

Lo storico risorgimentale Gianluigi Valotti sta spulciando tutti gli elenchi di ospedali, parrocchie e archivi di Stato per dare un’identità alle vittime

L'uomo che vuole dare un nome a migliaia di militi ancora ignoti morti a Solferino
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di Luigi de Martino

Solferino e San Martino sono luoghi rimasti nella memoria dell’Italia. Il 24 giugno 1859 gli eserciti francese e piemontese da una parte e le truppe austriache dall’altra, condotte dai rispettivi re e imperatori (Napoleone III, Vittorio Emanuele II e Francesco Giuseppe), combatterono una delle battaglie più cruente della storia.

Migliaia di giovani morirono in quella pianura dell’alto mantovano e fu in seguito a quell’immane carneficina che nella mente dello svizzero Henry Dunant nacque l’idea di dar vita alla Croce Rossa. Dunant non assistette allo scontro, ma fu sconvolto nei giorni successivi alla vista dei feriti.

Chi invece, quel giorno, lo visse in “prima linea” fu Napoleone III, il vincitore. Era stato convinto da Cavour a mettersi al fianco dei sardo-piemontesi in quella che sarebbe diventata la Seconda Guerra d’Indipendenza per cacciare gli austriaci dal Nord.

La sera della battaglia l’imperatore francese si fermò a guardare le migliaia di morti rimasti sul campo durante gli assalti “a baionetta”, ascoltò le grida di aiuto dei feriti, vide l’agonia dei cavalli e ne uscì traumatizzato. Al punto che, unilateralmente, decise di fermarsi e porre fine alla guerra.

Tra morti, feriti e prigionieri, francesi e piemontesi persero tra i 15 e i 17 mila uomini, gli austriaci 22 mila. Tutto questo in un giorno. Così, l’11 luglio venne firmato l’armistizio di Villafranca che consegnava la Lombardia al regno Sabaudo ma lasciava il Veneto ancora in mano all’impero asburgico.

Gianluigi Valotti

Sono passati quasi 170 anni da quello spaventoso massacro, ma c’è uno studioso che non vuol dimenticare. Di più: che vorrebbe rendere giustizia a tutte quelle vittime. Si chiama Gianluigi Valotti, risiede a Paderno Franciacorta, e da anni si è avventurato nella colossale impresa di dare un nome a ciascuno dei morti e dei feriti (...)

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Commenti
gus

El pover Luisin, una delle più toccanti canzoni sulle vittime della guerra: l'era mòrt 'n guera de fianc del castelin. Probabilmente Luisin era un soldatino milanese arruolato a forza nell'esercito austriaco. Durante la ferocissima battaglia venne ferito a morte accanto alla torre di Solferino: el castelin.

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