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Trentamila euro alle biblioteche di Bergamo città per acquistare dalle librerie bergamasche

Mai, Tiraboschi, Galizzi, Accademia Carrara e Gamec fra i destinatari del contributo del bando Ministero della Cultura per il sostegno all'editoria libraria

Trentamila euro alle biblioteche di Bergamo città per acquistare dalle librerie bergamasche
Cultura Bergamo, 13 Luglio 2022 ore 16:59

Oltre trentamila euro (su trenta milioni messi a disposizione), da spendere per l'acquisto di libri nelle librerie del territorio: è quanto hanno ricevuto le biblioteche del Comune di Bergamo nell'ambito del bando emesso dal Ministero della Cultura.

Alla Biblioteca Civica Angelo Mai, alla Biblioteca Antonio Tiraboschi e alla Biblioteca Accademia Carrara e Gamec sono stati assegnati 8.732 euro, mentre alla Biblioteca Antonio Galizzi di Loreto – recentemente ristrutturata e riaperta al pubblico – spettano 4.366 euro.

Il bando ministeriale nasce con l'obiettivo di sostenere il libro e la filiera dell'editoria italiana, con particolare riferimento alle librerie della città e provincia dove la biblioteca che ha ricevuto il contributo deve effettuare almeno il 70 per cento degli acquisti.

Il restante 30 per cento, invece, può essere impiegato a prescindere dai vincoli territoriali, a patto di riferirsi a editori locali che siano distributori delle proprie edizioni. Non è possibile in nessun caso acquistare al di fuori dell'Italia oppure tramite piattaforme di e-commerce.

«Le istituzioni bibliotecarie del Comune di Bergamo partecipano da sempre al bando MIC valorizzando lo spirito del provvedimento attraverso acquisti realizzati esclusivamente nelle librerie della città, anche quelle piccole e piccolissime specializzate su temi specifici – dichiara Nadia Ghisalberti, assessore alla Cultura di Bergamo –. L’iniziativa del Ministero rappresenta infatti un’occasione importante per incrementare ulteriormente il già ricco patrimonio librario a disposizione dei cittadini, e di supportare le realtà del territorio che certamente vanno tutelate perché più colpite dall’emergenza sanitaria e dalle dinamiche di mercato delle grandi catene di distribuzione».

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