Cultura
L'iniziativa del Fai

Venerdì 17 settembre apre per la prima volta al pubblico il piano nobile di Palazzo Moroni

Si potranno ammirare quattro delle nove sale secentesche: la Sala dell’età dell’oro, la Sala dei Giganti, la Sala di Ercole e il Salone della Gerusalemme liberata

Venerdì 17 settembre apre per la prima volta al pubblico il piano nobile di Palazzo Moroni
Cultura Bergamo, 16 Settembre 2021 ore 13:26

Domani, venerdì 17 settembre, il Fai (Fondo per l’ambiente italiano) aprirà per la prima volta ai bergamaschi quattro sale del piano nobile di Palazzo Moroni, in via Porta Dipinta, in Città Alta.

Nell’ambito delle celebrazioni per il 500esimo anniversario della nascita di Giovanni Battista Moroni, oltre al parco storico con i terrazzamenti all’italiana e l’ortaglia che si estende per due ettari ai piedi della Rocca, saranno accessibili anche la Sala dell’età dell’oro, la Sala dei Giganti, la Sala di Ercole e il Salone della Gerusalemme liberata.

In particolare, nella Sala dell’età dell’oro si potranno ammirare tre splendide opere del Moroni (con il quale la famiglia non vanta legami di parentela, ma che acquisisce nell’Ottocento proprio per rafforzare le testimonianze di una gloria familiare basata sull’omonimia con il celebre pittore) quali il Ritratto di Gian Gerolamo Grumelli, detto Il cavaliere in rosa, quello della moglie Isotta Brembati e, infine, il Ritratto di anziana donna vestita di nero.

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A giugno dell’anno scorso, subito dopo il primo lockdown, la Fondazione aveva aperto i Giardini dopo aver condotto a tempo di record numerosi interventi di pulizia e ripristino dell’area verde. Nell’occasione aveva anche annunciato che avrebbe reso visitabili quanto prima anche le stupende stanze secentesche interne. Nei mesi che hanno seguito la seconda ondata della pandemia sono stati avviati i progetti di studio e ricerca e portati a termine con ritmi serrati i lavori di messa a norma. Gli spazi sono stati dotati di nuovi impianti elettrici e di dispositivi per la sicurezza, mentre i dipinti della ricca quadreria sono stati catalogati e sottoposti ai primi interventi conservativi.

 

È stato compiuto uno studio iconografico degli affreschi secenteschi di Gian Giacomo Barbelli, così come ricerche legate alla storia di tutti i protagonisti della vita del Palazzo e del loro ruolo nelle vicende della Città Alta, tra avvenimenti storici e sviluppo politico e urbanistico della città. Tali studi, ancora in corso, saranno perfezionati e approfonditi nei prossimi anni.

Il percorso della visita

Dall’ingresso su via Porta Dipinta, ossia la corte d’ingresso, il percorso conduce attraverso lo Scalone monumentale al piano nobile, con i quattro saloni affrescati e, da qui, attraverso il ballatoio, ai giardini pensili e all’ortaglia. La visita è libera, accompagnata da contenuti audio e video fruibili dal proprio smartphone, già accessibili al momento dell’acquisto del biglietto online oppure in loco tramite QR code.

Sono anche disponibili visite guidate, anche speciali incentrate sui capolavori di Giovanni Battista Moroni. Tra i contenuti extra disponibili sullo smartphone il Fai segnala due suggestive letture di Alessio Boni tratte dal volume del 1655, Le misteriose pitture del Palazzo Moroni di Donato Calvi.

Modalità della visita

L'accesso a tutti i beni tutelati dal Fondo per l’ambiente italiano è consentito solo a chi è il possesso del Green Pass. La certificazione è richiesta anche per l'ingresso ai beni di carattere naturalistico ed è obbligatorio l’uso della mascherina.

Il numero di visitatori ammessi sarà limitato e, dove possibile, la visita verrà organizzata a senso unico per evitare incroci tra i partecipanti. Le stanze più piccole e quelle che non permettono un percorso circolare saranno visibili solo affacciandosi. Saranno anche messi a disposizione dispenser con gel igienizzante sia in biglietteria sia in diversi punti lungo il percorso.

Il giorno precedente l’appuntamento i partecipanti che si saranno prenotati riceveranno una mail con le indicazioni sulle modalità di accesso e un link da cui scaricare i materiali di supporto per la visita, a cura dell’Ufficio affari culturali Fai. Gli stessi materiali, che non saranno più distribuiti in formato cartaceo, saranno accessibili in loco su supporti digitali grazie a un QR code scaricabile in biglietteria.