Economia
I dati della Camera di Commercio

A Bergamo le iscrizioni e le cessazioni di imprese tornano ai livelli pre-Covid

Le realtà attive crescono dello 0,7%, trainate da costruzioni e servizi. Le nuove iscrizioni rallentano e aumentano le cessazioni

A Bergamo le iscrizioni e le cessazioni di imprese tornano ai livelli pre-Covid
Economia Bergamo, 21 Luglio 2022 ore 16:32

Il secondo trimestre 2022 si chiude con 94.914 sedi di imprese registrate in provincia di Bergamo. Secondo i dati forniti dalla Camera di Commercio, le iscrizioni sono state 1.272, in diminuzione del 3,9 per cento su base annua, mentre le cessazioni complessive sono state 882 (in aumento del 21,3 per cento su base annua) e il saldo complessivo tra iscrizioni e cessazioni complessive risulta positivo per 390 unità.

Il tasso di natalità delle imprese registra l’1,3 per cento, mentre il tasso di mortalità risulta pari allo 0,9 per cento. La somma di questi due indici dà il tasso di turnover (ricambio) lordo al 2,3 per cento e la loro differenza il tasso di turnover netto, pari allo 0,4 per cento. Questi ultimi due tassi mostrano come, nonostante la natalità d’impresa sia positiva, l’aumento della mortalità e quindi delle cessazioni complessive stia comportando un cambio della situazione demografica d’impresa della provincia.

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Le imprese attive risultano in aumento di 596 posizioni, pari allo 0,7 per cento su base annua, per un totale di 85.286. In relazione allo stesso trimestre dell’anno scorso sono cresciute le costruzioni (+263, pari all’1,5 per cento su base annua), i servizi (+438 con una variazione pari a 1,3 per cento su base annua) e l’agricoltura (+30 pari a 0,6 per cento su base annua). Sono invece diminuiti il commercio (-133 pari a -0,7 per cento su base annua) e la manifattura (-62 pari a -0,6 per cento su base annua). Quanto al tasso di natalità per settore produttivo, si distinguono positivamente le costruzioni (+1,3 per cento) e i servizi (+1,1 per cento), che hanno al tempo stesso i maggiori tassi di mortalità, rispettivamente dell’1 e dello 0,9 per cento, insieme al commercio che presenta un altro 1,0 per cento.

L’impresa individuale è la forma giuridica maggiormente rappresentata (44.902, pari al 52,6 per cento delle imprese attive), le imprese straniere attive sono cresciute del 3,1 per cento e quelle femminili dell’1,8 per cento, sebbene quelle giovanili siano calate dello 0,1 per cento. Le imprese artigiane attive, facendo il confronto con lo stesso trimestre dell’anno scorso, hanno avuto una variazione tendenziale pari allo 0,6 per cento. Tornando al complesso delle imprese, nel secondo trimestre 2022 le procedure concorsuali, gli scioglimenti e le liquidazioni sono stati complessivamente 259, in aumento di 31 unità rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Le 109.216 localizzazioni attive tra sedi e unità locali sono aumentate rispetto a un anno fa (+1.043). Il dato degli addetti infatti, riferito al primo trimestre 2022 e da interpretare con cautela essendo di origine amministrativa, mostra incrementi di addetti totali dei servizi (+13.923), della manifattura (+3.086), delle costruzioni (+3.044) e del commercio (+812).

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