I dati della Camera di Commercio

A Bergamo l'industria recupera, cresce la manifattura nel secondo trimestre 2021

Recuperati i livelli produttivi pre Covid, il presidente Mazzoleni: «Maggior capacità di recupero rispetto alla media regionale»

A Bergamo l'industria recupera, cresce la manifattura nel secondo trimestre 2021
Economia Bergamo, 29 Luglio 2021 ore 17:15

Nel secondo trimestre continua il recupero della produzione manifatturiera rispetto ai livelli anomali del 2020, causati dall'emergenza sanitaria. Il confronto è stato fatto a Bergamo dalla Camera di Commercio rispetto al punto più basso raggiunto nel periodo più difficile dell'anno scorso, in piena crisi pandemica, motivo per cui il fenomeno dai dati risulta particolarmente significativo.

«Rapportando la produzione manifatturiera del secondo trimestre con quella di un anno prima, la variazione è altissima, ma è più significativo e importante sottolineare il superamento dei livelli 2019 pre Covid, specialmente per l’industria - ha commentato il presidente della Camera di Commercio di Bergamo, Carlo Mazzoleni -. Un altro punto che vale la pena di mettere in risalto è la maggiore capacità di recupero dimostrata dal manifatturiero bergamasco rispetto al regionale. Ciò induce a essere fiduciosi sulla tenuta occupazionale, anche a fronte dello sblocco dei licenziamenti, ma anzi, al contrario, si fa sempre più marcata la difficoltà di reperimento di figure adeguate da parte delle imprese. Per altro verso, non tutti i settori sono ugualmente performanti e permangono tensioni sui prezzi delle materie prime».

Le imprese industriali con almeno dieci addetti hanno raggiunto così una crescita del +37,5 per cento della produzione, mentre le imprese artigiane con almeno tre addetti del +30,4 per cento. Il recupero più significativo è stato nel settore dell'industria, con un superamento dei livelli pre Covid, mentre nell'artigianato la ripresa è stata più incerta ma ha recuperato comunque i numeri precedenti alla pandemia.

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Nella Bergamasca in particolare risulta che la capacità di recupero nella produzione e di reagire alla situazione avversa nel manifatturiero sia stata, quantitativamente parlando, maggiore rispetto alla media in Lombardia, con un +30,4 per cento contro un +22,6 per cento. Molto buoni i numeri dell'industria meccanica, chimica-farmaceutica e siderurgica, mentre più fatica fa il made in Italy, con notizie migliori dal tessile. Anche gli ordini per il settore rimangono con segno positivo, presentando un +1,5 per cento soprattutto grazie alla domanda estera.

Non migliora invece la situazione per le materie prime, il cui prezzo continua ad aumentare sia per l'industria che per l'artigianato, causando continui problemi di approvvigionamento, tra le principali situazioni critiche di questi ultimi mesi.

L'occupazione industriale nell'ultimo periodo procede a rilento, pur mantenendo segno positivo nel confronto tra assunzioni e uscite, con un modesto +0,1 per cento ma mantenendo una cassaintegrazione a livelli storicamente elevati con un +24 per cento.

Anche la produzione manifatturiera dell'artigianato è in crescita, con un +1,2 per cento a Bergamo, e la chiusura del divario rispetto alla fase precedente la pandemia, a differenza di ciò che avviene nelle altre province lombarde. Il rimbalzo del fatturato rispetto al periodo pre Covid è stato del +33,1 per cento, rispetto al trimestre precedente è stato del +0,9 per cento. Rallentamento invece degli ordinativi con un +0,8 per cento. In calo invece gli addetti, in contrasto con il primo trimestre del 2021, con un -0,1 per cento. In calo anche la fiducia degli imprenditori artigiani, dopo il precedente continuo miglioramento, segno probabilmente dei timori di un futuro arresto della crescita economica.