Piazza della Libertà

A quanto pare, torneranno le merci (locali) in vendita alla Borsa Merci di Bergamo

Dopo anni di saracinesche abbassate, finalmente la Camera di Commercio è impegnata nel tentativo di portare nuove attività

A quanto pare, torneranno le merci (locali) in vendita alla Borsa Merci di Bergamo
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di Angela Clerici

«Quel buco nero in una piazza centrale di Bergamo non ci piace» ha dichiarato il presidente della Camera di Commercio, Carlo Mazzoleni. Si riferiva al palazzo della Borsa Merci, nonché Sala dei contratti, l’edificio che nei primi anni Cinquanta ha completato la Piazza della Libertà, dominata dal palazzo omonimo, capolavoro dell’architetto Alziro Bergonzo, costruito nel 1939.

Il pian terreno del palazzo appare da anni desolatamente vuoto e non vivacizza certo la piazza nata dalla demolizione dell’antico ospedale di San Marco, sorto a fine Quattrocento e abbattuto negli anni Trenta del Novecento, dopo la costruzione dell’Ospedale Maggiore di via Statuto.

La piazza nel suo lato verso viale Vittorio Emanuele presenta questo edificio che al pian terreno presenta le saracinesche abbassate. Un edificio magari un po’ tozzo e squadrato, tuttavia un’opera interessante di un Marcello Piacentini famoso e di un Sandro Angelini che si stava affermando sulla scia del padre Luigi, ingegnere di rara sensibilità e di notevole acume. Un tempo, al pian terreno, il palazzo ospitava uffici che non ci sono più: il senso di vuoto generato dalla mancanza di attività non appare confortante.

Per questa ragione, finalmente, lo scorso anno la Camera di Commercio era arrivata al dunque, aveva compreso l’importanza di dare nuova vita ai locali. Per questo aveva lanciato una “indagine conoscitiva” per capire se da parte di imprenditori, enti, operatori economici ci fosse un’intenzione seria, un interesse per promuovere una qualche attività.

Nessuno aveva risposto. Forse perché l’offerta risultava limitata a terziario e servizi, forse perché la Camera di Commercio aveva informato che gli eventuali interventi strutturali e tecnici, oltre a quelli di rifinitura, sarebbero stati a carico di chi voleva insediarsi negli spazi. Insomma, si sarebbe trattato di un intervento oneroso, tale da scoraggiare eventuali interessati.

Oggi il nuovo bando per “la riqualificazione, valorizzazione e gestione” dei locali è stato formulato in maniera diversa (...)

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