Economia
Unione nazionale consumatori

Bollette più salate: Bergamo quindicesima in Italia per i rincari di luce e gas

La voce riguardante l’aumento delle spese per il consumo di energia, gas e altri combustibili è salita del 29,9 per cento su base annua

Bollette più salate: Bergamo quindicesima in Italia per i rincari di luce e gas
Economia Bergamo, 20 Novembre 2021 ore 15:23

A ottobre l'inflazione è decollata per colpa dei beni energetici, senza i quali scenderebbe dal 3 all'1,1 per cento. A pesare sui portafogli degli italiani sono stati soprattutto i rincari di luce e gas, oltre alle spese legate al trasporto e all’uso dei mezzi privati come il costo della benzina e del gasolio o degli pneumatici.

A Bergamo la voce riguardante l’aumento delle spese per il consumo di energia elettrica, gas e altri combustibili è salita del 29,9 per cento su base annua. Un tasso che posiziona la nostra città nella classifica dei rincari al quindicesimo posto in Italia (la media nazionale, calcolata da ottobre 2020, è del 26,9 per cento con una stangata pari a 355 euro a famiglia).

Le città dove si paga di più l'energia elettrica

I dati sono stati resi noti dall’Unione nazionale consumatori, che ha condotto uno studio coinvolgendo 74 centri urbani diffusi in tutto lo Stivale. A guidare la classifica delle città con i rincari maggiori è Verona con un aumento del 37,5 per cento rispetto a ottobre 2020. Al secondo posto Bologna, con un incremento pari al 36,4 per cento e, infine, sul gradino più basso del podio si piazzano Forlì e Cesena, con una crescita del 34,5 per cento.

Chiudono la top-ten, a scalare dalla quarta posizione: Bolzano (33,9 per cento), Avellino (33,5 per cento), Trento (32,2 per cento), Lodi (31,8 per cento), Pordenone (31,1 per cento), Varese (30,7 per cento), Vicenza e Udine (entrambe 30,5 per cento).

Le tre città più virtuose d'Italia si trovano nelle Isole Maggiori: al primo posto Cagliari, con rincari del 18,5 per cento, seguita da Sassari (18,6 per cento) e in terza posizione Catania (19 per cento).

La situazione nelle regioni

Per quanto riguarda le regioni, dove luce, gas e gasolio per riscaldamento sono maggiormente cresciute sono Trentino (+32,2 per cento), seguito da Veneto (+30,6 per cento) e Friuli Venezia Giulia (+30 per cento). Quarta la Lombardia, con un incremento del 29,9 per cento su base annua.

Dove pagano di più gli automobilisti

Anche i prezzi dei trasporti hanno preso il volo: +8,7 per cento, con una stangata media a famiglia pari a 301 euro. Un'impennata che si deve soprattutto ai rialzi delle spese per la benzina, il gasolio per auto, il gpl e il gas metano, ma anche per gli pneumatici e i pezzi di ricambio.

A vincere la classifica degli automobilisti più tartassati è Grosseto, dove le spese per i carburanti e la manutenzione sono rincarati del 21,1 per cento (contro una media italiana dell’11,6 per cento. Al secondo posto Gorizia, +15,3 per cento, e al terzo Trieste con +15,1 per cento.

Considerando le regioni a vincere questa non gratificante classifica è il Friuli-Venezia Giulia con un +14,4 per cento. Al secondo la Basilicata (+13,9 per cento) e, medaglia di bronzo, la Calabria (+12,9 per cento).

«Stupiscono queste disparità così ampie tra una città e l'altra – commenta Massimiliano Dona, presidente dell’Unione nazionale consumatori - considerato che la corsa dei prezzi dei carburanti o quella di luce e gas dipendono dalle quotazioni internazionali e che la luce e il gas del mercato tutelato sono addirittura fissati dall'Authority. Eppure per la voce energia elettrica, gas e altri combustibili c'è una differenza tra la città più cara, Verona e la più economica, Cagliari, pari a 19 punti percentuali, un abisso, mentre per i carburanti e le altre spese di esercizio dei mezzi di trasporto privati, tra Grosseto e Forlì-Cesena c'è una distanza di 11,7 punti».