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Boom del Superbonus 110 per cento a Bergamo, ma nei piccoli comuni si fa fatica

Cantieri al lavoro in tutta la città e Palazzo Frizzoni assume un altro tecnico, ma nei paesi della provincia mancano e non si riesce a star dietro alle richieste

Boom del Superbonus 110 per cento a Bergamo, ma nei piccoli comuni si fa fatica
Economia Bergamo, 21 Settembre 2021 ore 12:32

Com'era prevedibile, il Superbonus 110 per cento ha riscosso un certo successo: in tutta la città si possono vedere cantieri al lavoro per rifare gli impianti, le facciate o il cappotto di case e palazzi. Il segreto del suo successo, che poi segreto non è, sta nell'aliquota di detrazione delle spese per gli interventi, che è stata alzata appunto al 110 per cento.

In ogni caso, più domande per gli incentivi significa anche più burocrazia, quindi più lavoro per gli uffici comunali, dove i documenti devono essere presentati. A Palazzo Frizzoni per l'Edilizia privata è stato aggiunto un nuovo tecnico allo staff, perché le pratiche da sbrigare sono talmente tante che chi già c'era negli uffici non bastava per seguire tutto. Come dichiarato oggi (martedì 21 settembre) al Corriere da Giovanna Doneda, responsabile del servizio Edilizia privata per il Comune, con il Superbonus «il volume delle pratiche è esploso». Nel 2019 sono state infatti 2.112 le pratiche presentate, nel 2020 poche meno, 2.004, mentre in questi soli otto mesi del 2021 si è arrivati addirittura a 2.288.

Se, pur tra qualche difficoltà, il Comune capoluogo riesce a star dietro alle pratiche, lo stesso non si può dire per gli altri della nostra provincia: negli uffici mancava personale anche prima dell'arrivo del bonus edilizio, adesso addirittura sono al collasso e non sanno come fare per smaltire tutta la mole di lavoro che si sono ritrovati all'improvviso. Le lamentele arrivano dagli stessi sindaci: in tanti fanno presente come, pur facendo domanda di altro personale al Ministero, i rinforzi non siano mai arrivati, mentre altri spiegano che limitare l'iniziativa solo a quest'anno fa sì che tutte le domande si concentrino causando rallentamenti e ritardi.

Vengono così fuori le differenze tra i Comuni più grandi, che possono permettersi di seguire anche un certo numero di pratiche, e quelli più piccoli che erano sotto organico da tempo ormai e faticano a soddisfare le numerose domande che vengono inviate dai cittadini.