Situazione assurda

Contributi revocati a 99 Comuni bergamaschi, ma gran parte dei 13 milioni sono già stati spesi

I fondi sono stati elargiti nel 2020 e nel 2021. Ora lo Stato ha annunciato, incomprensibilmente, la revoca

Contributi revocati a 99 Comuni bergamaschi, ma gran parte dei 13 milioni sono già stati spesi
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«Carenze nella documentazione da caricare sulla Banca Dati Pubblica Amministrazione» e termini di inizio lavori non eseguiti. Con queste motivazioni la direzione centrale della Finanza locale del Ministero dell'Interno ha recapitato una PEC a novantanove Comuni della Bergamasca per annunciare la revoca dei contributi elargiti nell'ambio "Bonus Comuni" nel 2020 e 2021. Contributi che, in gran parte, sono già stati spesi per 143 interventi di messa in sicurezza delle strade e degli edifici pubblici, ma anche di efficientamento energetico e abbattimento di barriere architettoniche. Si parla di tanti soldi, per un totale complessivo che sfiora i tredici milioni di euro, che i Comuni rischiano di dover restituire se entro quindici giorni non presentano controdeduzioni.

In tutta Italia, i Comuni interessati sono tremila per 4.770 progetti, pari a 498 milioni di euro. Come riporta Corriere Bergamo, le somme minime ricevute dalle Amministrazioni si attestano sui cinquantamila euro. Ma, in alcuni casi, i contributi elargiti in due anni fanno toccare cifre da capogiro, pari a quattrocentomila euro.

Fra i Comuni della Bergamasca coinvolti ci sono Dalmine - due stanziamenti da 260 mila e 130 mila euro - e Brembate Sopra (210 mila euro di contributi). Ma anche Parre, che ha da poco terminato un intervento di efficientamento energetico del municipio dal costo di centomila euro, e Zanica, con due progetti da 140 mila e 70 mila euro già spesi per opere di messa in sicurezza.

«Numeri troppo alti, sia in Italia che in Bergamasca, per non alimentare il dubbio che gli errori non siano imputabili agli uffici tecnici dei Comuni, bensì alla piattaforma ministeriale», precisano i parlamentari bergamaschi leghisti Daniele Belotti e Simona Pergreffi, che hanno annunciato di aver presentato un'interrogazione urgente al ministro Lamorgese «affinché sospenda la procedura di revoca e al tempo stesso avvii una verifica al sistema BDAP e convochi un tavolo di confronto tecnico con Aci e Uncem per la semplificazione delle procedure burocratiche per la registrazione dei lavori pubblici anche in considerazione degli organici ridottissimi degli enti locali, in particolare i piccoli Comuni».

Sulla questione sono intervenuti anche i parlamentari dem Elena Carnevali, Leyla Ciagà e Antonio Misiani. «Il fatto che in Italia siano oltre quattromila i Comuni interessati rispetto alla revoca per un totale di 4.800 opere pubbliche fa presupporre che qualcosa nella macchina amministrativa e informatica sia successo soprattutto perché alcuni comuni queste risorse, relative agli anni 2020 e 2021, le hanno già investite e i lavori sono pure terminati. Abbiamo chiesto quindi alla ministra dell’Interno Lamorgese di intervenire anche con un provvedimento che permetta agli Enti di risolvere i problemi, sanare ritardi ed errori materiali, consentire l'avvio dei lavori entro la fine del 2022 e per coloro che i lavori li hanno già terminati di poter ricevere i finanziamenti dovuti».

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