Economia
Quesito

Cooperativa Legler, che ne sarà dei 9,4 milioni depositati dagli 800 soci?

La domanda di una risposta concreta arriva da Federconsumatori Bergamo

Cooperativa Legler, che ne sarà dei 9,4 milioni depositati dagli 800 soci?
Economia Bergamo, 23 Maggio 2022 ore 14:49

Nel settembre 2021 la storica cooperativa Legler di Vimercate ha chiesto la messa in liquidazione. Una situazione già compromessa a cui la pandemia ha dato il colpo di grazie definitivo. L'attenzione è però concentrata sugli ottocento soci prestatori che per diventare azionisti della società avevano affidato i propri soldi alla cooperativa, depositandoli su un libretto, per un totale complessivo di 9,4 milioni di euro. Soldi a cui – nel luglio 2018 – i titolari si sono visti negare l'accesso.

Il motivo? La società Cooperativa Legler aveva depositato davanti al Tribunale di Bergamo «ricorso per l’ammissione alla procedura di concordato preventivo». Omologa concessa con decreto nel 2019. Ovvero: i risparmi depositati dai clienti erano una sorta di prestito sociale e non un libretto di deposito di risparmio al portatore, come si era sempre creduto. La società si è infine sciolta nel 2021, non senza debiti da ben 1,6 milioni di euro che dovranno essere pagati al 100%.

«Quindi quale è il destino dei titolari dei libretti di risparmio che, illusi dalle parole della società a più riprese ed in più incontri, avevano dato il loro assenso alla procedura di concordato preventivo? La pronuncia della risoluzione del concordato per il mancato ottenimento di un soddisfacimento non irrisorio?» è la domanda avanzata da Federconsumatori Bergamo.

La recente relazione dei Liquidatori concordatari ha informato che, nel caso in cui le gare competitive per la vendita degli immobili di Cooperativa Legler vadano deserte nelle prossime due chiamate, due delle tre classi del ceto creditorio chirografo saranno soddisfatte per una percentuale inferiore a quella minima del venti percento prevista dalla Legge fallimentare. I Creditori Chirografi furono, allora, divisi in tre “Classi” e i rimborsi percentuali erano previsti per la “Classe 1” nel cinquantacinque percento, per la “Classe 2” nel quarantacinque percento e per la “Classe 3” nel quaranta percento del proprio credito.

«Federconsumatori Bergamo – fa sapere in una nota – chiede a gran voce di ricevere una risposta concreta da tutti gli attori della vicenda: dal Collegio dei Commissari, dal Collegio dei Liquidatori, dal Liquidatore ordinario e dal Giudice Delegato mediante una risposta chiara a coloro i quali avevano riposto i loro risparmi e la loro fiducia».

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