Braccia incrociate

Crisi del gruppo Boost di San Paolo d'Argon, vicina al 100% l'adesione allo sciopero

Più di duecento lavoratori hanno protestato davanti alla Prefettura. I sindacati hanno incontrato il prefetto: «Ancora nessuna certezza»

Crisi del gruppo Boost di San Paolo d'Argon, vicina al 100% l'adesione allo sciopero
Economia 23 Luglio 2021 ore 15:38

Più di duecento lavoratori davanti alla prefettura di Bergamo, un’adesione allo sciopero che sfiora il cento per cento. Questi i numeri della protesta alla Boost, azienda grafica alle prese con una crisi finanziaria che rischia di compromettere produzione e occupazione, resi noti nel primo pomeriggio di oggi (venerdì 23 luglio) dai sindacati.

«Nessuna notizia anche dopo tanti giorni. L’azienda non ha fatto sapere circa stipendi e circa sviluppi economici del mercato. Siamo sempre e solo in attesa»: Luca Legramanti e Paolo Turani, segretari generali di Fistel Cisl e Slc Cgil di Bergamo, esprimono la loro amarezza e lo sconforto per la vicenda dell’azienda grafica di San Paolo d’Argon e Cenate Sotto, dove, da oltre un mese, più di 800 lavoratori attendono l’ultimo stipendio.

Così, questa mattina, molti dei dipendenti bergamaschi del gruppo si sono ritrovati in centro a Bergamo, sotto il palazzo della Prefettura, per lo sciopero indetto dai sindacati e per pubblicizzare il più possibile la situazione di crisi che il settore sta vivendo, un tempo uno dei motori trainanti dell’economia provinciale. «L’incontro con il Prefetto ha sancito l’interesse delle istituzioni per la situazione che centinaia di famiglie stanno vivendo per questa crisi - hanno detto i due sindacalisti all’uscita dalla Prefettura -. Abbiamo consegnato il documento che sottolinea tutte le difficoltà e le pesanti incertezze sul futuro, nonostante i tanti accordi che già abbiamo stretto con l’azienda».

«A oggi, non c’è ancora alcuna certezza sul pagamento della mensilità di giugno per tutti i dipendenti, dopo che i ritardi si sono fatti continui e cospicui da molti mesi a questa parte. Restano scoperte TFR e Fondi Pensione Complementare di tutti i lavoratori andati in prepensionamento dall’inizio dell’anno e negli anni scorsi. Non c’è alcuna prospettiva industriale per mettere in sicurezza l’attività degli stabilimenti del gruppo e i posti di lavoro. La nostra priorità è il pagamento della mensilità di giugno, perché i bisogni delle famiglie sono importanti. Il Prefetto ha  promesso interventi presso Inps e il Governo perché si facciano tutte le mosse necessarie».

Nei prossimi giorni i sindacati chiederanno un incontro all’azienda per avere risposte concrete e tangibili su stipendi arretrati e attività industriale. «Senza risposte su salario e prospettive serie rispetto alla continuità aziendale - concludono Legramanti e Turani -, le iniziative di mobilitazione proseguiranno».