la vertenza

Despar ai saluti finali? A Bergamo, impiegati in 4 punti vendita, sono in bilico 60 lavoratori

Un altro operatore sarebbe pronto a rilevare parte della rete di punti vendita del gruppo L'Alco, ma ha già manifestato l’intenzione di tagliare 240 degli attuali 750 dipendenti dell'intero gruppo

Despar ai saluti finali? A Bergamo, impiegati in 4 punti vendita, sono in bilico 60 lavoratori
Economia Bergamo, 05 Febbraio 2021 ore 12:42

Si addensano nubi sempre più grigie sul futuro dei dipendenti del gruppo L’Alco, che in provincia di Bergamo gestisce quattro punti vendita Despar che danno lavoro a circa 60 persone. Un altro operatore sarebbe infatti pronto a rilevare parte della rete di punti vendita, ma ha già manifestato l’intenzione di tagliare 240 degli attuali 750 dipendenti dell’intero gruppo.

Ieri, giovedì 4 febbraio, a margine dell’incontro con la quarta commissione attività produttive di Regione Lombardia, cui hanno partecipato anche i rappresentanti dell’amministrazione del gruppo e i sindacalisti di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, pare non siano emerse novità particolarmente tranquillizzanti.

«Siamo rimasti positivamente colpiti dall’impegno di Regione Lombardia, disponibile a farsi parte attiva nei confronti del gruppo in crisi e dell’operatole interessato – riferisce Luca Riva, che per la Cisl di Bergamo segue la vertenza -. Resta comunque una situazione drammatica: i lavoratori sono da mesi senza certezze, nei negozi manca la merce, gli stipendi arrivano a singhiozzo e importanti arretrati contrattuali non sono stati ancora onorati».

Una situazione tutt’altro che rosea, che non fa che alimentare le insicurezze legate al futuro dell’azienda. «Nella Bergamasca si resta appigliati all’unica speranza della trattativa con un nome importante della grande distribuzione, ma la spada di Damocle dei 240 esuberi non concede ampi spazi di tranquillità. Anche perché pare che la richiesta dell’acquirente sia che gli esuberi trovino la risoluzione consensuale con Alco, che ha prospettato un incentivo insufficiente e non dà garanzie che possano essere recuperati tutti gli arretrati e il Tfr maturato».

Maggior chiarezza si dovrebbe avere nel prossimo incontro in Regione (una data non è ancora stata fissata), durante il quale l’azienda si sarebbe impegnata a fornire dati più precisi alla commissione. Secondo quanto sostenuto nel vertice di ieri, i dati forniti non sarebbero ancora quelli ufficiali e definitivi.

Regione Lombardia si è fatta carico anche di attivare un tavolo di confronto, su richiesta dei sindacati, utile a verificare quali ammortizzatori sociali adottare per supportare le difficoltà dei dipendenti, che al momento stanno lavorando in negozi ormai svuotati in attesa di ricevere gli stipendi arretrati.

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