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Dopo la siccità, la grandine: campagna bergamasca allo stremo

Coldiretti Bergamo: «Chicchi sempre più grandi in primavera: perdite irreversibili»

Dopo la siccità, la grandine: campagna bergamasca allo stremo
Economia 30 Maggio 2022 ore 00:24

Si procede alla conta dei danni nella campagna bergamasca dopo la forte grandinata che nelle ultime ore ha colpito alcune aree del territorio già duramente provato dalla siccità. È quanto emerge dal monitoraggio di Coldiretti Bergamo con i tecnici che sono al lavoro per stilare un primo bilancio tra le aziende agricole colpite.

Da una prima ricognizione – precisa Coldiretti Bergamo - risulta che i chicchi di ghiaccio, che sono arrivati ad essere grandi anche come albicocche, hanno colpito in particolare i comuni dell’hinterland di Bergamo e della bassa pianura.

Problemi si registrano sull’orzo in maturazione, sono state triturate le prime foglie di mais ed è stato rovinato il frumento già avanti nella crescita. La soia è stata distrutta e le orticole sono state fortemente danneggiate.

La grandine è caduta su una campagna assetata, messa a dura prova da un lungo periodo senza acqua. Gli agricoltori speravano nell’arrivo della pioggia per allentare gli effetti della siccità - sottolinea Coldiretti Bergamo -  invece si sono visti arrivare una pioggia di ghiaccio.

La caduta della grandine nelle campagne – evidenzia Coldiretti Bergamo -  è uno degli eventi più dannosi in questa fase stagionale per le perdite irreversibili che provoca alle coltivazioni nei campi. Una calamità che si ripete sempre con maggiore frequenza, ma a cambiare è anche la dimensione dei chicchi che risulta essere aumentata considerevolmente negli ultimi anni con la caduta di veri e propri blocchi di ghiaccio anche più grandi di una palla da tennis.

Siamo di fronte alle evidenti conseguenze dei cambiamenti climatici – conclude  Coldiretti Bergamo – dove l’eccezionalità degli eventi atmosferici è ormai la norma, con una tendenza alla tropicalizzazione del clima che fa soffrire l’agricoltura con un conto di 14 miliardi di danni in un decennio a livello nazionale, tra perdite della produzione e danni alle strutture e alle infrastrutture.

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