Bollette alle stelle

L'energia è sempre più cara. Ma Bergamo non rinuncia alle luci di Natale (con il timer)

Proprio ieri l'annuncio di ulteriori aumenti. Stangata sulle famiglie, incubo per le aziende, colpo agli enti pubblici. Provincia in affanno

L'energia è sempre più cara. Ma Bergamo non rinuncia alle luci di Natale (con il timer)
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di Paolo Aresi

Brilleranno ancora, nonostante tutto, nonostante Arera abbia comunicato che le bollette dell’energia elettrica dal primo di ottobre cresceranno del 59 per cento rispetto all’ultima, già astronomica. Ma le luci di Natale ci saranno.

Le troveremo sul Sentierone, in Porta Nuova, in piazza Pontida, Borgo Palazzo, Borgo Santa Caterina... in ogni luogo, come tradizione. Il Distretto urbano del commercio (Duc) è già al lavoro; per via del caro bollette saranno dotate di timer, un investimento importante, ma conveniente in relazione ai prezzi stellari della corrente elettrica.

Duc e Comune di Bergamo affronteranno la spesa, cercheranno di risparmiare, probabilmente spegnendo le luci verso la mezzanotte e non tenendole più accese per tutta la notte.

Se per le famiglie è una stangata, per le aziende un incubo, per gli enti pubblici il caro bollette è comunque un pugno da ko. Da parte della Provincia di Bergamo si è detto chiaramente che non si sa come coprire quello che si paventa diventi un buco di bilancio. E gli altri enti come se la cavano? Come se la cavano il Comune di Bergamo e gli ospedali? Come pagheranno le bollette? Come faranno per limitare i consumi, al di là delle norme nazionali?

Papa Giovanni, problema 2023

Partiamo dall’ospedale, dal Papa Giovanni, cioè da un ente che consuma la bellezza di 93 mila chilowatt al giorno; si pensi che una famiglia media, di quattro persone, in un giorno consuma mediamente circa otto o nove chilowatt...

L’ospedale cittadino consuma ogni giorno come quasi dodicimila famiglie, ovvero come una cittadina. I consumi riguardano tanti elementi, dalle semplici luci di stanze e uffici alle macchine che sono caratterizzate da forti picchi - ma limitati nel tempo - di consumo, come la risonanza magnetica, il condizionamento dell’aria, i grandi refrigeratori di cui l’ospedale dispone. Insomma, una montagna di energia.

Per tutto questo, l’amministrazione deve pagare tanti soldi. Per l’energia elettrica nel 2019 si spesero 8,2 milioni di euro, nel 2021 11,7 milioni di euro e quest’anno la previsione è di 9,7 milioni di euro. Come è possibile che sia più bassa del 2021? Rispondono i tecnici dell’Asst Papa Giovanni (...)

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