Intervista a Luca Gotti

«Migrazione quasi compiuta. Bper Banca sta aiutando il territorio più di Ubi»

Il direttore regionale: «Arrivano tantissime richieste e la nostra banca, in proporzione, le soddisfa più della Popolare». Quasi tutti superati i problemi

«Migrazione quasi compiuta. Bper Banca sta aiutando il territorio più di Ubi»
Economia Bergamo, 31 Luglio 2021 ore 09:25

di Paolo Aresi

«Le dico la verità, da uomo cresciuto nella Banca Popolare di Bergamo e passato poi in Ubi: tra le tante possibilità, essere approdati in Bper è stata una fortuna». Luca Gotti, direttore regionale Bergamo di Bper Banca, descrive la situazione in provincia a qualche settimana dal completamento dell’operazione che ha portato Bper ad acquisire dal Gruppo Intesa ben 84 nuovi sportelli sul territorio, in gran parte provenienti da Ubi. Gotti parla a tutto campo, anche delle difficoltà di questa “migrazione”, di cui abbiamo ampiamente trattato sul nostro giornale.

Perché dice che è stata una fortuna?

«Perché la storia di Bper è molto simile a quella della Popolare di Bergamo, perché è legata a valori simili, perché questa è ancora una banca di persone».

Noi abbiamo scritto che i due istituti di credito subentrati a Ubi, Intesa e Bper, non hanno capito i bergamaschi.

«Parlo soltanto per Bper, ovviamente, e devo dire che non sono d’accordo. È vero, semmai, che prima Popolare di Bergamo e poi Ubi offrivano ai clienti un servizio del tutto particolare, con ogni attenzione possibile. Ora però bisogna guardare avanti: Bper non è da meno, quanto a rapporti con la clientela, e rappresenta - lo ripeto - una delle soluzioni migliori che potessero capitare ai bergamaschi».

Il Gruppo Intesa Sanpaolo aveva incorporato Ubi: l’autorità Antitrust è intervenuta e ha obbligato Intesa a cedere una cospicua quota di sportelli per evitare una situazione di quasi monopolio.

«Esatto, compresi gli sportelli del nostro territorio. Li ha acquisiti Bper ed è stata una buona cosa».

Eppure vari clienti hanno lamentato disservizi, code, tempi lunghi di risposta...

«Una migrazione di queste dimensioni non è semplice: i problemi ci sono stati, inutile negarlo. Però le cose stanno andando sempre meglio. Le carte di credito o i bancomat vecchi devono venire sostituiti; oggi sono stati “bretellati”, come diciamo noi, cioè è stato compiuto un intervento informatico di adattamento, che però limita certe funzioni. È una modalità provvisoria, fino alla sostituzione delle carte».

Ci sono vostri dipendenti che parlano di forte stress e difficoltà a gestire in prima linea l’enorme cambiamento.

«Certamente ci sono stati giorni stressanti. Ma non dimentichiamo che Bper ha mandato in tutte le filiali, in affiancamento al personale, diversi esperti del sistema informatico e di altri ambiti operativi. Certo, l’ideale sarebbe stato avere un esperto per ogni impiegato, ma era evidentemente impossibile».

Secondo alcuni dipendenti, gli esperti avrebbero dovuto restare di più.

«Guardi, ci sono impiegati che apprendono in fretta le novità e altri che hanno bisogno di più tempo. Anche questo, nelle organizzazioni complesse, è normale e va accettato. Potevamo spostare alcuni dipendenti più in difficoltà, ma abbiamo voluto mantenere le stesse squadre, per dare un senso di continuità. Altrimenti i clienti si sarebbero sentiti spaesati. In questi mesi ho parlato con i capi filiale e con molti colleghi: ascolto i loro problemi e dico “Bene, mettiamocela tutta e ripartiamo con forza”.  Insomma, il salto è stato lungo, ci vuole tempo e nessuno fa miracoli».

Tornando ai clienti, anche i grossi plichi di spiegazioni tecniche non hanno giovato...

«Eravamo obbligati a inviare le spiegazioni tecniche ai correntisti. Anche se mi rendo conto che solo una piccola parte dei clienti le avrà lette e “digerite” per intero. Ma mi creda, quello che conta sono i nostri impiegati che ci mettono la faccia, ogni giorno».

Quanto tempo ci vorrà perché tutto vada a regime?

«Servirà ancora qualche mese per arrivare alla totale tranquillità».

Il sistema informatico di Bper è ritenuto meno performante di quello di Ubi. C’erano alternative tecniche?

«Il sistema informatico di Ubi è stato acquistato da Intesa. Ma mi sento di dire che il sistema di Bper funziona molto bene per le attività della banca; magari su alcuni fronti è più complesso, ma nell’insieme è performante. Miglioreremo ancora, specie nelle transazioni con la clientela».

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