Economia
i dati del comune

Nel 2021 a Bergamo i negozi sono tornati a crescere: ora sono 6.822

Incide la crescita delle attività di vendita online, 119 in più rispetto al 2020. Ma si è insediato anche un nuovo mercato di produttori agricoli

Nel 2021 a Bergamo i negozi sono tornati a crescere: ora sono 6.822
Economia Bergamo, 27 Gennaio 2022 ore 17:27

Il numero delle imprese commerciali di Bergamo l’anno scorso ha ripreso la sua crescita: dopo un 2020 in cui non si erano evidenziati grossi contraccolpi sul tessuto commerciale cittadino, i dati aggiornati al 31 dicembre 2021 mostrano un aumento di 148 negozi aperte a Bergamo.

Nel complesso le attività commerciali bergamasche arrivano a toccare la quota record di 6.822. Incide la crescita delle attività di vendita online, 119 in più rispetto all’anno precedente, ma la possibile chiusura di molte attività, paventata all’inizio dell’anno scorso a causa del perdurare dell’emergenza pandemica e delle limitazioni non sembra essersi verificata nel capoluogo.

Oltre all’incremento dei punti vendita online (in alcuni casi connessi a negozi di vicinato che hanno deciso di potenziare la propria offerta sfruttando le nuove tecnologie) la novità principale è rappresentata dall’incremento dei negozi di vicinato, sia alimentari sia quelli che vendono prodotti non alimentari. Rispetto all’anno scorso sono 17 in più a Bergamo. Complessivamente si contano quindi 385 negozi di alimentari, 1.558 non alimentari e 247 attività cosiddette miste. Il comparto si dimostra anche di una particolare vitalità, con 210 nuove attività che si sono insediate al posto delle 193 che hanno chiuso nel 2021: quando un negozio ha chiuso, se ne è sempre, quindi, insediato più di uno nuovo.

Le attività ricettive extra alberghiere (ad esempio bed & breakfast o case vacanze) sono quelle che subiscono il maggior calo, 50 in meno, una diminuzione più contenuta rispetto al 2020. Va rimarcato però il numero ancora alto di queste attività in città nonostante il calo degli ultimi due anni, a dimostrazione di una “bolla” in questa categoria prima della pandemia: oggi sono 725, in linea con il valore 2018, un centinaio in più del 2017, quasi il doppio di quelle attive a Bergamo nel 2016.

Crescono gli artigiani alimentari attivi in città (+12), gli estetisti (+12), gli acconciatori, ma anche le attività di noleggio di biciclette, di auto e di moto (+15). Calano le rivendite di giornali e riviste, intese come punti vendita non esclusivi quindi non le edicole, e c’è una leggera contrazione di bar, ristoranti e trattorie, che a fine 2021 sono 693 in tutta la città, una decina in meno rispetto al record di fine 2020. Sono 18 in più le attività di somministrazione di bevande e alimenti collegate ad associazioni e circoli o che si configurano come mense.

In città si è insediato anche un mercato in più quello dei produttori agricoli della Malpensata. Adesso sono nel complesso 18 i mercati a Bergamo.

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