Economia
un comparto in crisi

Pochi aiuti dal decreto Sostegni ter, il turismo teme chiusure e licenziamenti

A lanciare l'allarme è Confesercenti: «Il 10 per cento delle agenzie viaggio di Bergamo e provincia ha già chiuso»

Pochi aiuti dal decreto Sostegni ter, il turismo teme chiusure e licenziamenti
Economia Bergamo, 08 Febbraio 2022 ore 15:58

A livello nazionale, le associazioni del turismo unite lo hanno già dichiarato in un comunicato congiunto: le promesse arrivate dal ministro Massimo Garavaglia sono andate deluse e il timore, adesso, è quello di nuove chiusure.

Il settore turistico auspicava che all’interno del decreto Sostegni ter ci fosse una proroga della cassa Covid, mentre il Governo ha scelto di mettere a disposizione delle imprese in crisi gli strumenti ordinari che sono stati oggetto di riforma, con la sola esenzione sul contributo addizionale a carico dei datori di lavoro. Una soluzione contestata dalle associazioni del settore, che sottolineano come le procedure legate agli ammortizzatori ordinari siano molto più lunghe e complesse di quelle della cassa Covid e le imprese e i lavoratori del turismo organizzato non possano più permettersi di attendere tempi lunghi e incerti. Se non arriveranno contributi, quindi, è molto probabile che le aziende saranno costrette a licenziare nel breve e medio termine diversi lavoratori.

L’incremento del fondo unico per il turismo da 120 a 220 milioni risulterebbe irrisorio, vista l’ampia platea di beneficiari a cui è rivolto lo strumento: strutture ricettive, agenzie di animazione, guide e accompagnatori turistici, imprese di trasporto turistico, agenzie di viaggio e tour operator. A ciò si aggiunge il mancato prolungamento della moratoria su finanziamenti, mutui e prestiti. In Italia il comparto turistico conta 13 mila imprese, che nel 2019 fatturavano 13,3 miliardi di euro. Nel 2020 il fatturato è sceso a 3,1 miliardi, con una perdita rispetto al 2019 pari al 76,69 per cento, mentre nel 2021 si è attestato intorno a 2,5 miliardi, facendo registrare una perdita ancora più significativa rispetto al 2019 (81,20 per cento).

«In questo caso si può dire che i dati nazionali corrispondono a quelli locali - commenta Matteo Marcassoli, presidente di Assoviaggi Confesercenti Bergamo -. Non mi sento di dire che i ristori non siano arrivati, ma piuttosto che sono insufficienti per sostenere una vera ripartenza. Nel 2021 le agenzie di viaggio hanno cercato di restare in piedi con le loro forze, ma se il 10 per cento delle agenzie viaggio di Bergamo e provincia ha già chiuso, è possibile che un altro 10 per cento chiuderà nel 2022 senza una reale ripresa del mercato, mentre chi è più strutturato ridurrà il personale. A pesare è anche il caro bollette e l’arrivo di spese che non sono preventivate in un momento di scarsa liquidità».

Vivono una situazione simile anche le guide turistiche bergamasche. «Se nel 2020 avevamo perso il 99 per cento del lavoro, quantomeno avevamo ricevuto sostegni più "adeguati" per aiutarci a superare l'anno pagando contributi previdenziali, quote associative e spese di tenuta contabilità a prezzo pieno – racconta Sara Cologni di Federagit Confesercenti -. Nel 2021 i sostegni si sono ridotti. A Bergamo si sono visti diversi turisti nelle piazze, le vie, i ristoranti, le gelaterie, i bar, ma sono gran pochi quelli che hanno richiesto il servizio guida della città. Quando guardiamo ai dati sul turismo, dicendo che è ripartito, forse occorre farlo con maggiore attenzione».

«In questi ultimi due mesi non c’è in giro nessuno – conclude Paolo Prestini, presidente dell'associazione “Bergamo B&B” aderente ad Aigo Confesercenti -. Finché le norme non saranno più chiare e meno stringenti temo che resterà così. Lo scorso anno si è lavorato da giugno a dicembre, ma con un listino prezzi più basso e quindi con redditività inferiore. Quest’anno si rischia di fare lo stesso se non tornano i voli e i turisti. Nel frattempo all’appello mancano diversi ristori tra quelli promessi. Le strutture ricettive extralberghiere in città prima del Covid erano più di 800, adesso secondo i dati che abbiamo il numero è calato a poco più di 700».

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