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Il 22 marzo

Ok le assunzioni, ma i diritti? I lavoratori bergamaschi di Amazon scioperano

«L’annuncio della creazione di 900 nuovi posti di lavoro è una buona notizia», commentano i sindacati, che però invocano un maggior dialogo con i dirigenti del colosso di e-commerce

Ok le assunzioni, ma i diritti? I lavoratori bergamaschi di Amazon scioperano
Economia 19 Marzo 2021 ore 16:42

L’annuncio a sorpresa dell’apertura a Cividate al Piano del nuovo polo di distribuzione di Amazon ha innescato una serie di reazioni contrastanti. Da quelle entusiaste del sindaco Gianni Forlani, alla condanna di Ascom Confcommercio Bergamo. Nel mezzo, la posizione di Felsa e Fit Cisl, che pur sottolineando i possibili effetti positivi sull’occupazione, non negano le eventuali ricedute negative per il territorio.

«Certamente l’annuncio della creazione di 900 nuovi posti di lavoro è una buona notizia, così come il ritorno degli investimenti in Italia da parte di importanti realtà straniere – sottolineano i sindacati -. Lo sanno bene anche le amministrazioni comunali, che possono far respirare i propri bilanci e valorizzare i loro territori attraverso nuove infrastrutture e servizi. Occorre però informare che esiste oggi una grande discrepanza tra i risultati raggiunti in brevissimo tempo da queste aziende, la loro filiera e le condizioni di lavoro imposte all’interno dei capannoni e nella fase di consegna dei prodotti. L’auspicio, in vista di questo nuovo stabilimento, è quello di avere relazioni sindacali più solide rispetto a quelle registrate altrove in passato».

Il colosso statunitense dell’e-commerce investirà 120 milioni di euro per realizzare un insediamento che si estenderà su un’area di 55 mila metri quadrati, aggiungendo un ulteriore polo nella Bergamasca dopo quello di Casirate. Tuttavia, come denunciato da Antonio Scaini e Guido Fratta, rispettivamente segretari generali di Fit e Felsa Cisl di Bergamo, vi è la totale assenza di relazioni con le organizzazioni sindacali firmatarie dei contratti nazionali di settore.

«Il confronto è necessario per poter contrattare migliori condizioni di lavoro in termini di orari, conciliazione dei tempi di vita e lavoro, per non parlare di diritti quali l’elezione di rappresentanze sindacali all’interno dei poli logistici – aggiungono i sindacalisti -. Non ci possiamo rassegnare al fatto che un algoritmo organizzi il lavoro di migliaia di persone senza tenere conto di una moltitudine di fattori che quotidianamente interagiscono coi lavoratori».

Ad esempio i drivers, ossia coloro che si occupano delle consegne a domicilio, che da mattina a sera in mezzo al traffico delle città toccano punte anche di 200 pacchi consegnati ogni giorno. Per queste ragioni anche le sezioni bergamasche di Fit e Felsa Cisl aderiranno allo sciopero in programma lunedì 22 marzo.

«Non vogliamo che i lavoratori siano spolpati per 9-12 mesi e poi abbandonati – concludono -. Diciamo sì alla flessibilità, ma deve essere regolata. Vogliamo un lavoro più umano e continuità lavorativa. Facciamo questo sciopero rivolgendoci anche al consumatore, all’utilizzatore delle piattaforme dell’e-commerce, che deve essere a conoscenza di ciò che accade quando viene ordinato un prodotto stando comodamente seduti sul proprio divano. A lui chiediamo attenzione e solidarietà».

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