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Sematic di Osio Sotto, stop alla produzione a fine marzo. Senza lavoro 185 persone

Il gruppo Wittur continuerà a investire in Italia nel Global Technology Center, il centro di ricerca e sviluppo di Seriate

Sematic di Osio Sotto, stop alla produzione a fine marzo. Senza lavoro 185 persone
Economia Osio Sotto e Osio Sopra, 26 Febbraio 2021 ore 12:33

La Sematic di Osio Sotto chiude, la produzione cesserà alla fine di marzo. La conferma della notizia è arrivata nella mattinata odierna, venerdì 26 marzo, con la diretta conseguenza che tra poco più di un mese 185 persone resteranno senza un posto di lavoro. E le rispettive famiglie con una fonte di reddito in meno, in un momento dove la crisi economica morde tanto quanto l’emergenza sanitaria.

Lo stabilimento fa parte del gruppo tedesco Wittur, che a settembre aveva confermato la volontà di delocalizzare larga parte delle linee di produzione, circa il 70 per cento, in Ungheria. Ma non aveva mai evidenziato la scelta di chiudere il sito produttivo osiense.

Già a seguito dell’annuncio di delocalizzazione, sindacati e rappresentanti politici bergamaschi si erano mobilitati chiedendo la convocazione di un tavolo in prefettura. Vertice al quale aveva fatto seguito la convocazione di un tavolo di crisi al MiSE, il Ministero dello Sviluppo Economico, a margine del quale la dirigenza aveva ribadito di non essere in grado di rivedere le scelte fatte a settembre.

«Il comportamento della dirigenza Sematic è stato molto scorretto nei confronti sia dei lavoratori sia dei cittadini, poiché bloccare la produzione dopo aver utilizzato la cassa d’integrazione Covid è rappresentativo della situazione che si è creata – commenta il consigliere regionale di Azione Niccolò Carretta -. Ora il territorio collabori per tentare un reintegro in altre realtà per tutti i lavoratori lasciati a casa, ai quali va la mia solidarietà e vicinanza».

Wittur continuerà a investire in Italia nel suo Global Technology Center, il centro di ricerca e sviluppo di Seriate nel quale saranno occupati un centinaio di lavoratori. «Come Azione – aggiunge Enrico Zucchi – stiamo seguendo con attenzione gli ultimi sviluppi sulle varie crisi aziendali del nostro territorio, con particolare preoccupazione per le famiglie bergamasche. Per questo motivo, continuiamo a proporre una cabina di regia composta dalle istituzioni locali, Provincia e Comune di Bergamo, Camera di commercio, sindacati confederali, Confindustria e Impresa e Territorio, sull’esperienza del “modello Bergamo”. Dobbiamo affrontare in modo sistemico le crisi aziendali e prospettare le azioni di rilancio dell’economia locale iniziando, ad esempio, dalle risultanze dei gruppi di lavoro del piano Ocse».

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