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Zero neve e poche piogge, il 2023 inizia con un nuovo allarme siccità in Bergamasca

I rappresentanti del settore insistono sulla realizzazione di bacini di accumulo e nuove tecniche irrigue, perché la situazione è preoccupante

Zero neve e poche piogge, il 2023 inizia con un nuovo allarme siccità in Bergamasca
Economia Bergamo, 06 Gennaio 2023 ore 10:19

L’arrivo della stagione autunnale e poi dell’inverno aveva fatto sperare molti in una ripresa, ma l’allarme siccità potrebbe presto tornare a mettere a rischio l’agricoltura. A far presente la questione è Coldiretti Bergamo, che attraverso i dati Arpa ha effettuato un’analisi della situazione dei bacini idrici della nostra provincia. Del resto, anche i frequentatori della montagna si sono resi conto che le nevicate sono scarse o inesistenti.

Dati allarmanti

Per quanto riguarda i dati, riportati da L’Eco di Bergamo, l’ente regionale ha rilevato al 25 dicembre che le attuali riserve idriche, ovvero manto nevoso e invasi, per il bacino del Brembo segna un -33,6 per cento, per quello del Serio -37 per cento e l’Oglio addirittura un -45 per cento rispetto alla media del 2006-2020. La principale preoccupazione, come spiegato dal presidente della sezione orobica di Coldiretti, Alberto Brivio, è che anche quest’anno i coltivatori si ritrovino a dover fare i conti col problema della scarsità di acqua, dato che il meteo non accenna a subire cambiamenti di rotta.

A tal proposito, l’associazione ha ribadito la necessità di portare avanti la realizzazione di bacini di accumulo, facendo anche presente che le temperature più alte rispetto alla norma rischiano di far crescere in anticipo le colture invernali, che potrebbero però essere danneggiate, nelle prossime settimane, da improvvise ondate di gelo.

Il 2023 si preannuncia pessimo (come il 2022)

I timori sono condivisi dal presidente di Confagricoltura Bergamo, Renato Giavazzi, il quale ha affermato che le nevicate a oggi sono del tutto insufficienti per soddisfare il fabbisogno irriguo dei prossimi aprile e maggio, per cui anche nel 2023 si potrebbe incorrere in un’emergenza siccità come quella dell’anno appena trascorso. Proprio per questo, è arrivato l’invito a trovare e applicare nuove e più efficaci tecniche irrigue allo scopo di evitare gli sprechi.

Rassicurazioni in tal senso sono arrivate da Uniacque, il cui presidente Pierangelo Bertocchi ha dichiarato che le recenti, seppur scarse, precipitazioni hanno ripristinato nel breve periodo le risorse idriche, mentre per i prossimi mesi si stanno studiando soluzioni per un loro più efficiente accumulo e una ridotta dispersione. Nel frattempo, anche gli allevatori sono preoccupati: la situazione dello scorso anno aveva portato a una scarsità di fieno, che è stato così reperito a prezzi altissimi sul mercato. Queste spese extra si sono addizionate al caro bollette.

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